Gravidanza nono mese, cosa fare prima e quando sta per nascere un bambino

I controlli da fare al nono mese di gravidanza, come comportarsi, i rapporti sessuali, come riconoscere i sintomi del parto, e cosa deve fare il papà prima e durante il parto.

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La pancia e i fastidi nel nono mese di gravidanza

Ormai ci siamo. Le variabili legate alla data effettiva del parto sono molte, ma non tutte le gravidanze arrivano a completare la 40esima settimana, l’ultima del nono mese (che va appunto da 35 settimane + 1 giorno fino a 40 settimane). In altre parole, ogni giorno potrebbe essere buono per chi sta per avere un parto naturale, e se avete programmato un cesareo esso avverrà di certo nell’arco del mese. Un po’ di inquietudine è normale e anche l’impazienza fa parte del gioco: il tempo dell’attesa è stato lungo e ormai non vedete l’ora di conoscere vostro figlio, che inizia a essere davvero un po’ “ingombrante” da trasportare nella pancia.

Vedi anche: Ansia e attacchi di panico in gravidanza come affrontarli e superarli

La pancia è, appunto, al suo massimo volume e ciò acuisce i possibili fastidi alla vescica e allo stomaco e l’eventuale difficoltà a dormire comode. D’altro canto, chi ha sofferto di pressione bassa o nausee persistenti spesso se ne libera proprio alla fine del percorso, e tante si sentono paradossalmente più energiche ora che non all’inizio della gravidanza.
Dolori al basso ventre e la sensazione di “pancia dura” sono assolutamente normali: si chiamano prodromi, non sono pericolosi e non indicano necessariamente l’inizio del travaglio ma una fase preparatoria che può durare settimane senza che nulla di significativo accada. Se i dolori si fanno forti o avete perdite di sangue, meglio rivolgersi al ginecologo o fare un controllo in ospedale per chiarire la situazione.

Gli esami da fare

Durante l’ultima ecografia, oltre allo stato di salute e la crescita in generale, vengono controllati i battiti del cuore del piccolo (si chiama cardiotocografia, CTG) e la quantità di liquido amniotico. Se l’ecografia dà indicazioni che lo suggeriscano si esegue un esame non invasivo, la flussometria doppler, per verificare appunto se il liquido amniotico è sufficiente. Si ripete ancora l’esame delle urine ed eventualmente le analisi del sangue per i controlli di routine. Qualora la gravidanza si protraesse oltre la quarantesima settimana, vi consiglieranno un monitoraggio in ospedale (in sostanza misureranno, tramite un apparecchio esterno, la presenza e la durata delle contrazioni preparatorie per valutare un’eventuale induzione, che viene proposta allo scadere della 41esima settimana).

Il bambino a nove mesi di gravidanza

Di solito il piccolo è già a testa in giù da un bel po’ e ora progressivamente impegnerà il canale, ossia scenderà con la testa ancora un po’ verso l’uscita. Nell’ultimo mese di gravidanza tenderà a muoversi meno, e con movimenti meno percepibili, dato il poco spazio che ha ora a disposizione. Continuerà a esercitare il riflesso di spinta che dovrà aiutarlo a uscire al momento del parto, puntando i piedini verso l’alto più volte al giorno. Anche il riflesso della respirazione produrrà spesso il tipico “singhiozzo” che avete ormai imparato a percepire. Ormai il bambino è perfettamente pronto per vivere fuori dalla pancia della mamma, può avere un peso variabile che in media si colloca intorno ai 3 kg e una lunghezza, anch’essa molto variabile, di circa 50 cm.

Come riconoscere l’inizio del travaglio?

Non per tutte la situazione è uguale. L’ultima visita dal ginecologo può rivelare se il collo dell’utero ha già un poco di dilatazione, che può essere sintomo di un parto imminente ma anche protrarsi invariata per molti giorni. La perdita del tappo di muco, di cui non tutte si accorgono, è un indicatore abbastanza preciso: non passeranno molti giorni dopo che essa avviene. Inequivocabile è la rottura del sacco amniotico: non a tutte accade, ma quando le acque si rompono, il travaglio è cominciato ed è bene recarsi in ospedale o nel luogo in cui si è scelto di partorire.

Per quanto riguarda le contrazioni, non potrete non riconoscerle: hanno un’intensità acuta e una durata regolare. Potrebbero essere accompagnate da perdite di poco sangue. Cronometratele: se si ripetono con regolarità (per esempio ogni mezzora) e progressivamente si fanno più ravvicinate, ci siamo. Per qualunque dubbio e consiglio telefonate al ginecologo, all’ostetrica di fiducia o al reparto di ostetricia del vostro ospedale.

Vedi anche: Gravidanza cosa succede quando nasce il bambino

Il comportamento del padre e i rapporti sessuali nel nono mese di gravidanza

Non sempre è facile, ma è il momento di mantenere la calma: senza troppa ansia aiutate la vostra compagna a verificare che tutto ciò di cui pensate di avere bisogno sia pronto e magari proponetele di svagarsi un po’, per esempio con una cenetta romantica a due prima del grande giorno.

Vedi anche: Le posizioni sessuali giuste per fare sesso in gravidanza

Lunghe passeggiate e un clima generale rilassato non possono che favorire lo spirito giusto, e nelle gravidanze regolari fare l’amore non solo non è controindicato, ma addirittura consigliato per favorire l’avvio del travaglio. E quando sarà il momento, niente panico: i bambini non nascono nel giro di pochi minuti, se dovrete guidare fatelo con prudenza; se avete deciso di assitere al parto state accanto alla vostra compagna con discrezione, fidatevi di lei e godetevi l’emozione della nascita.

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