Quanto costa crescere un figlio in Italia nel 2014

Quanto costa crescere un figlio in Italia? Nei primi 3 anni di vita potete spendere oltre 12 mila € all’anno. Ma anche molto meno…

quanto costa crescere un figlio.

Quanto costa un figlio in Italia nel 2014? Il calcolo che vi proponiamo deve necessariamente tenere conto di molte variabili e delle scelte dei genitori. Diciamo però che almeno una stima di massima si riesce certamente a fare, in particolare su quelle spese che sono sicuramente necessarie.

Dividiamo per anno di vita, così è più facile capire, e alleghiamo qualche consiglio per risparmiare.

0-3 anni, figlio mio quanto mi costi?

Probabilmente l’inizio è lo step più difficile, non solo in termini emotivi ma anche sul piano pratico-economico. Prima della nascita è naturale cercare di dotarsi di tutto il “kit di sopravvivenza”: non solo gli abiti, ma oggetti di varia natura (dalla culla ai giocattoli). Se si tratta del primo figlio, oltre a non avere in casa nulla di “pronto” la coppia può avere le idee assai confuse, spesso a causa della pressione del marketing dedicato ai bebè, e tendere ad acquistare cose inutili e inutilmente costose.
Consiglio n. 1: raccogliere le impressioni di amici (reali o virtuali, consultando i numerosi forum e i gruppi Facebook dedicati all’argomento) che hanno avuto bimbi nella medesima stagione. Nella maggior parte dei casi sapranno indirizzarvi su cosa serve davvero e cosa no, e se siete fortunati saranno ben lieti di liberare gli armadi dei vestiti portati dai loro figli.

Consiglio n. 2: esistono ottimi mercatini dell’usato per i bambini, con capi e strumenti selezionati, dove acquistare a buon prezzo. Stesso risultato si può ottenere partecipando a gruppi di acquisto solidale (o Gas, anche in questo caso esistono quelli locali, sul territorio, e quelli via web) o a riunioni di baratto gestite per esempio da asili o da associazioni che organizzano attività varie per la prima infanzia.

Consiglio n. 3: è utile avere preparato tutto ciò che serve per i primissimi tempi, ma meglio aspettare a comperare tutto quello che non vi occorrerà nell’immediato: ogni bambino è diverso, ha esigenze e abitudini differenti, e i genitori potranno trovare comode soluzioni altrettanto variegate.

Per farla semplice: se vi riempite di tutine di ciniglia taglia 6 mesi e poi partorite un bimbone di 55 cm calorosissimo, che in quelle tutine ci entrerebbe ad agosto, avete buttato i soldi. Andiamo nel dettaglio.

Pannolini

Per i primissimi tempi è praticamente indispensabile dotarsi di molti pannolini taglia 0 (possono cambiarne anche 10 in un giorno, se fanno una noce di cacca dopo ogni poppata, più extra), in seguito si può decidere di distribuire la spesa diversamente utilizzando i pannolini lavabili. Ne esistono in commercio numerosi tipi e spesso mamme esperte in sartoria si sono riciclate produttrici e vendono in rete le loro creazioni personalizzate.

Il costo iniziale dei lavabili è notevole, approssimativamente fra i 300 e i 400 euro, ma il risparmio a lungo termine (e il risparmio ecologico) è davvero rilevante considerando che, secondo le stime, la spesa annua per i pannolini usa e getta è in media di 700 euro. Se si desidera intraprendere questo percorso, il consiglio è di raccogliere informazioni presso chi li utilizza e partecipare a dimostrazioni offerte da negozi e associazioni.

Scelta un po’ estrema, ma praticata con soddisfazione da diverse famiglie è l’EC, Elimination Communication; in pratica, si tiene il bimbo senza pannolino imparando a cogliere i segnali che precedono il bisognino, abituandolo a servirsi di wc e vasino da subito, ovviamente con l’assistenza di mamma e papà. Tutte le info sono facilmente reperibili online.

Biberon

Niente è meglio della tetta, e se siete determinate e ben assistite non avrete bisogno del biberon fino allo svezzamento. Non conviene acquistare in anticipo un corredo di biberon e lo sterilizzatore: acquistate un biberon di sicurezza, in caso di necessità improvvise, semplicemente per non trovarvi nel panico qualora il latte artificiale dovesse essere indispensabile. Lo potrete, nel caso, sterilizzare tranquillamente in un pentolino o nel microonde. Se invece dovrete proprio ricorrere all’allattamento artificiale considerate l’acquisto di 4-6 biberon (a partire dai 5 euro l’uno), per non impazzire a sterilizzare sempre lo stesso a ogni poppata, ed eventualmente di uno sterilizzatore a vapore (più economico e più che sufficiente rispetto a quelli che richiedono aggiunta di sostanze antibatteriche).

Il latte in polvere ha un costo corposo: si va dai 10-15 € a salire per confezioni di mezzo kg-800 g. Tenete conto che si risparmia un po’ prendendole più grandi.

Ciuccio

Nulla vieta di farne a meno, anzi. Se proprio, provate a prenderne uno, non dieci. Costo variabile secondo il modello: da 3-4 € a salire. Un consiglio: non li comprate, almeno 4-5 ciucci ve li regaleranno parenti o amici.

Trio (ovetto + passeggino + navicella)

Assolutamente indispensabile il primo. La navicella può fungere ottimamente da culla anche in casa, anche perché la userete davvero per pochi mesi. Per la stessa ragione, si trovano molto facilmente trio usati in ottimo stato. I costi? Per un trio nuovo si parte dai 120-130 €. Calcolate circa la metà per modelli usati.

Omogeneizzati e pappe

Evitabilissimi, se si hanno un po’ di tempo e di pazienza. Si può scegliere di preparare in casa e sul momento la pappa del bebè, o preparare delle dosi e surgelarle. Oppure si può ricorrere all’autosvezzamento. L’acquisto di pappe è molto gravoso, possiamo stimare un costo mensile di almeno 130 € che si riduce a meno della metà in caso di pappe autoprodotte.

Vedi anche: Autosvezzamento: cos’è e come funziona.

Altri accessori

Un cuscino da allattamento è certamente utile per non far caricare troppo sul braccio della madre il peso dei bambini che vi resteranno per molte ore al giorno. Ci sono modelli già a 30 € ma forse conviene spendere qualcosa di più e prendere modelli in pula di farro, materiale naturale che che si rivela più adatto soprattutto se si utilizza il cuscino per “circondare” il pargolo durante il pisolino, quando sarà un po’ più grande.

La vaschetta da bagno è tranquillamente sostituibile con un catino (si trovano a pochi €, anche meno di 5) e poi con appositi riduttori per il bagno quando  un po’ grande.

Consigliato invece il mei tai o una fascia portabebè: il bambino piccolo ama molto stare in braccio e se si vuole avere 2 mani libere e non spaccarsi la schiena sono soluzioni estremamente utili. Costi: si parte dai 40 € a salire.

Lettino e culla

Nei primi tempi quando il bambino va allattato frequentemente si può tenerlo direttamente nel letto o usare un materassino grande per terra, lato lettone, meglio se provvisto di riduttore. Il costo del lettino “vero” è molto variabile ma si parte da un centinaio di euro.

Prodotti per l’igiene

Per lavare i bambini si può tranquillamente usare un sapone di Aleppo o comunque un sapone delicato. Per idratare la pelle olio di mandorle e, solo se necessario, pomata lenitiva per gli arrossamenti. I costi: sapone sui 3-4 €, olio di mandorle sui 10 € e pomata sui 7-8 €. Tenete conto anche della durata, il sapone di Aleppo dura di più di un sapone normale.

Vestiti

Come per il successivo capitolo scarpe qui dipende molto da quanto si riesce a recuperare da parenti a amici (e da quanto si è disposti ad usare abbigliamento e scarpe già portati da altri). Se si procede con acquisto di merce nuova si dovrà considerare che il bambino nei primissimi giorni “consuma” moltissime tutine e co. Quindi tenete conto di una spesa annua almeno di 1000 €. Spesa che si riduce quasi a zero se si fa una ponderata cernita di quanto possono dare amici, parenti o procedendo con l’acquisto nei tanti mercatini.

Scarpe

Uguale come sopra: tenendo conto che tra ciabattine, scarpine ecc. il bambino cambia numero spessissimo. Scarpe per bambini poi sono di ogni fascia di prezzo, dipende da quanto si vuole/può spendere.

Medicine

Purtroppo i bambini di questa fascia d’età si ammalano abbastanza spesso: occorre avere in casa certamente un antipiretico (costo circa 5-6 € in supposte), un termometro digitale per misurare la febbre (costo circa 10 €), spray/lavaggi nasali (si trovano anche al supermercato a partire da 2-3 €). Se proprio si vuol stare sul sicuro si può prevedere anche l’acquisto di un apparecchio per l’aerosol (da 35-40 €).

Asilo Nido

Anche qui, essendoci in Italia pochissimi asili nido comunali si deve tenere conto di una spesa mensile che parte da 400-450 € fino ad arrivare a 600 €.

Nota: la tabella che vi portiamo a inizio articolo è una stima approssimativa rispetto a quanto costa all’anno un figlio sotto i tre anni, ovviamente “spesa base” e “deluxe” sono termini che vanno presi molto con le pinze e si devono interpretare tenendo conto anche del fatto che, ad esempio per il nido, spese “deluxe” è una spesa base se si deve/vuole lavorare.

Va anche tenuto conto che le spese “una tantum”, es. il trio o la fascia sono da considerarsi solo per il primo anno.

Vedi anche:

Quanto costa ammalarsi in Italia prezzi da Nord a Sud

Nuovo bonus bebè, a chi spetterà e come averlo.

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