Truccare i morti, con dignità: il lavoro della tanatoesteta. Intervista

Intervista a Irene Nonnis, giovane tanatoesteta che ama il suo lavoro e non ha paura né dei morti né della morte.

In Italia, e non solo, c’è una rimozione totale della morte, che costituisce un vero e proprio tabù. Non ci piace parlarne, non ci piace pensarci, eppure, inutile dirlo, la morte riguarda tutti noi. Pensarci di più, con meno filtri e meno problemi, forse ci aiuterebbe a viverla più serenamente, arrivarci più preparati… e truccati bene, perché no?. Chi lavora a stretto contatto con i morti sa quanto sia importante dare maggiore dignità al defunto anche attraverso la cura del corpo.

Lo sa bene Irene, che fa un lavoro che la maggioranza delle persone considera strano, sebbene sia necessario e sempre più diffuso. E’ una tanatoesteta, ovvero la persona che si occupa della cura estetica della salma. Irene pulisce il corpo del defunto, lo rende più presentabile, e lo trucca. Lei ama il suo lavoro perché le permette di “poter dare dignità ad un essere umano per un ultima volta”. E dunque era la persona giusta per parlare di morte, lavoro e make-up. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con lei facendoci raccontare come è arrivata a fare questo lavoro, cosa ne pensa della morte e quali sono le domande che le fanno più spesso.

tanatoesteta

Com’è nato il tuo interesse per la tanatoestetica? Hai seguito dei corsi?

Fin da Piccola sono stata una bambina a cui è sempre piaciuto il macabro, durante l’infanzia tutta la famiglia di mia madre è morta e da lì ho cominciato a conoscere e a stare a stretto contatto con la morte.

La cosa che mi ha sempre colpita di più sono i fenomeni cadaverici che avvengono sulla salma col passare delle ore e avendo visto cose non particolarmente piacevoli ho sempre pensato di voler lavorare nel settore funebre e poter donare un aspetto dignitoso alle salme e alla famiglia che dovevano vedere per l’ultima volta il proprio defunto.

In quarta elementare volevo diventare un medico legale, poi un’estate in vacanza a Lione ho scoperto la Tanatoprassi e me ne sono innamorata.

In Italia ho dovuto aspettare molti anni prima che ci fossero dei corsi al riguardo poi ho scoperto la Scuola Superiore di formazione per Funeraria, dove presso alla casa funeraria Terracielo Funeral Home a Modena il mio sogno è potuto diventare realtà e ho partecipato al corso di primo e secondo livello e ho conseguito la Qualifica di Tanatoprattore-Tanatoesteta.

Ricordi la tua prima esperienza?

La mia prima salma è stata un uomo alto 1.90mt che pesava oltre 100kg l’ho sottolineo sempre perchè avevo tanta di quella adrenalina in corpo che l’ho preparato come se ne pesasse 20.

Era caduto per le scale della sua abitazione e aveva sbattuto violentemente la testa per questo ho dovuto suturarlo e ricostruire, coprire tutti i segni. Fin dalla prima volta non ho mai avuto problemi a lavorare con le salme, non ho mai avuto paura o altro.

Mi ricordo che ero molto soddisfatta e felice per aver dato con professionalità e rispetto un’immagine dignitosa ala salma.

Quanto dura un intervento di tanatoestetica su una salma?

Dipende… Diciamo che mediamente in 50 minuti riesco a preparare una salma poi ci sono casi in cui bisogna ricostruire parti mancanti o altro e allora ci posso mettere anche svariate ore.

Parli con le famiglie dei defunti sul tipo di trattamento che applicherai al corpo del loro caro?

Tendenzialmente no, anzi spesso durante la preparazione chiedo ai famigliari di uscire perchè potrebbero essere traumatizzati in quanto io lavo,disinfetto, pulisco e sigillo gli orifizi, pratico tamponamenti poi c’è la parte della vestizione, il mortuary makeup ed eventuale ricostruzione.

Tengo molto ad una corretta elaborazione del lutto fondamentale per andare avanti però mi è capitato che i famigliari mi dessero precise indicazioni per esempio il tipo di barba o di baffi che portava il loro famigliare o l’acconciatura e il trucco particolare quindi ovviamente ho accontentato le loro richieste, una volta una figlia mi chiese di far a sua madre i capelli blu perchè negli ultimi anni li teneva sempre così e l’ho fatto ovviamente sono stati casi eccezionali nel lavoro di tutti i giorni non ho richieste particolari.

Qual è la differenza tra tanatoestetica e tanatoprassi?

La tanatoprassi, una pratica post-mortem che in Italia è illegale in quanto non esiste una legge al riguardo, esiste solo un disegno di legge che stanno vagliando al senato.

La parola richiama il termine greco “tanatos” cioè morte e indica perciò la prassi di trattamento relativo alla cura e alla pratica di conservazione del corpo. In particolare la tanatoprassi è volta alla cura igienica altamente specializzata per preservare il corpo nella trasformazione non facilmente gestibile altrimenti, durante la veglia funebre.

Questo assicura che non ci siano rischi o paura d’infezione nel contatto con il cadavere, mira all’accurata pulizia, evitando scoli ed emissioni dagli orifizi del corpo e alla cura del viso per dare una immagine più serena ai parenti del defunto.

A differenza della tanatoprassi, la tanatoestetica consiste nella semplice cura estetica, attraverso make up e tecniche di camouflage, della salma per nascondere eventuali cicatrici, variazioni di colore e pallore e non comprende dunque la cura igienica del corpo del defunto.

Negli Stati Uniti è prevista un’iniezione nel sistema arterioso di un fluido conservante ed antisettico e un insieme di trattamenti estetici per preservare l’aspetto integro del defunto e rallentare il processo di decomposizione.

Il trattamento garantisce anche un più veloce tempo di ritorno in polvere del corpo con una previsione di massimo 10 anni, mentre senza applicarlo sono necessari dai quaranta ai settanta anni.
Non è superfluo specificare che la tanatoprassi è atta a conservare le salme temporaneamente per il periodo pre sepoltura e nulla ha a che vedere con le pratiche di imbalsamazione perpetua.

Quali sono le domande che ti fanno di solito le persone quando scoprono che lavoro fai?

Bella domanda!

Me ne hanno fatte tantissime e di tutte i tipi, elenco quelle che mi fanno più spesso e le mie riposte e sono:

Ma non hai paura? Bisogna avere paura dei vivi non dei morti.

Non ti fa schifo e ti viene da vomitare? No sono ovviamente portata a fare questo lavoro o una predisposizione che non tutti possono avere.

Hai mai avvertito presenze paranormali? Qua bisogna distinguere tra paranormale e la suggestione che sono due cose ben diverse, molto spesso durante la preparazione di una salma mi chiudo nella stanza a chiave e mi sono capitate diverse cose come mettere un prodotto in un punto e ritrovarlo da un’altra parte ma magari l’ho spostato io senza pensare quindi avendo un approccio molto scientifico non c’è nulla di paranormale al limite un po’ di suggestione e basta.

I cinesi muoiono? Questa domanda me l’ha fanno davvero in tanti probabilmente perchè non hanno mai visto una lapide scritta in cinese, si, i cinesi ovviamente muoiono ma per cultura vengono immediatamente portati al loro paese di origine.

La cosa che ti mette più ansia? Le dentiere, perchè da piccola ho avuto un piccolo trauma a casa di mia nonna Giovanna , ero una piccola bimba bionda e curiosa e trovai un intero cassetto pieno di dentiere e mi spaventai tantissimo, quindi ogni volta che ne tolgo una la pulisco e la conservo mi dà un po’ fastidio.
Cosa ti piace di più del tuo lavoro? Il poter dare dignità ad un essere umano per un ultima volta.

Hai paura di morire? Assolutamente no è l’unica certezze che abbiamo nella vita.

E’ successo che qualcuno/a che conosci ti abbia dato indicazioni ora, da viva, su come vuole essere truccata da morta?

Assolutamente si, ho una lista! Abbiamo già deciso tutto penso che sia un’ottima soluzione pensare a tutto prima almeno anche i famigliari sanno il da farsi in tempo almeno sanno cosa fare dopo.
In fondo a tutti gli avvenimenti che facciamo in vita tipo matrimonio,battesimo decidiamo tutto noi perchè non farlo nell’unico avvenimento sicuro della nostra vita ? Perchè non essere protagonista della propria morte? Le persone dovrebbero ragionarci.

Secondo te in Italia la morte è un tabù?

SI! Purtroppo. Quest’epoca rifiuta la morte, non se ne deve parlare, non deve succedere, per dire quando passo per strada o in giro la gente che sa che lavoro faccio si “tocca” perchè potrei portare sfiga. E’ bizzarro come siamo andati indietro nei secoli piuttosto che in avanti penso solo all’antico egitto dove il defunto era davvero importante e c’erano una serie di riti fondamentali da fare. Mentre qua meno se ne parla meglio è.

Cosa si potrebbe fare per sensibilizzare le persone e vedere la morte come qualcosa che fa semplicemente parte della vita?

Molte persone hanno paura della morte, comprendo ma quando si ha paura di qualcosa è perchè in fondo non la si conosce no? Per questo ultimamente ho deciso di contribuire a sfatare un po’ questo tabù attraverso la conoscenza. Ho aperto un canale su YouTube dove spiego e racconto il mio lavoro, curo la pagina di facebook e instagram Thanatoservice dove durante la settimana ci sono diverse rubriche per far conoscere e comprendere meglio il Settore Funebre e tutto quello che ci sta intorno. Oggi grazie ai mezzi di comunicazione il nostro messaggio può arrivare ovunque e sensibilizzare su un tema particolare come questo.

Tu nella vita di tutti i giorni preferisci un trucco acqua e sapone o un trucco più evidente?

Io sono sempre molto truccata, diciamo che l’eyeliner nero e il rossetto rosso non possono mai mancare.
Il momento in cui una donna si trucca lo trovo molto introspettivo, è una cura, una coccola per noi stesse per far rispecchiare fuori quello che abbiamo dentro.

Trovate Irene su Instagram (tanatolady) e su Youtube. Ecco il suo video di presentazione:

Vedi anche: A tutta velocità, ma con amore. Intervista alla pilota Manuela Gostner

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