Italia, estate 2018: torna di moda lo spread

Estate 2018: in Italia è di nuovo di moda lo spread. Vi era mancato? Vi ricordate cos’è? Recuperate subito, perché questa sarà senza dubbio l’estate dello spread.

Ci dispiace dirvelo ma il vero trend dell’estate sarà lo spread. E sarà meglio essere preparati. Perché? Perché “la situazione politica in Italia è grave ma non è seria” come diceva Flaiano. Una frase che sempre di più si adatta alla perfezione alle vicende politiche del nostro Paese. Difficile riassumere cos’è successo a qualcuno che negli ultimi mesi sia stato su Marte o abbia dormito.

C’è stata prima una campagna elettorale incandescente, con uno scontro fra forze populiste, forze di rottura e movimenti di governo della cosiddetta Seconda Repubblica. Poi le elezioni, il voto che si spacca in tre, due partiti che cercano di mettersi d’accordo. Infine uno scontro istituzionale senza precedenti e il presidente della Repubblica messo in discussione.

Ma questo sembra solo l’inizio di un’estate 2018 molto lunga e molto calda. Non solo per il meteo, ma per la situazione politica e di conseguenza economica del nostro Paese. In tutto questo è saltata di nuovo fuori la parola magica che avevamo forse dimenticato: lo spread.

Prima di tutto, ci ricordiamo cos’è lo spread?

Per farla breve, lo spread è il divario tra il rendimento dei titoli di Stato italiani e quelli della Germania. E’ un termometro della salute economica del Paese. Maggiore è la distanza tra il rendimento dei titoli, maggiore è lo spread. Quando la situazione politica è instabile le quotazioni dei titoli scendono e lo spread sale. E siccome ora la situazione è stabile quanto una bicicletta con una ruota sola, lo spread sta salendo così com’era successo nel 2011/2012.

Il problema riguarda tutti noi, dato che lo Stato, per pagare il debito pubblico, con uno spread più alto dovrà pagare di più. E ricordiamo che i soldi dello Stato sono soldi di tutti noi. Dunque, per quanto l’idea non ci piaccia, lo spread è un indicatore usato per farsi un’idea di quanto una nazione sia percepita come instabile e potenzialmente insolvente sui debiti.

Perché è tornato di moda lo spread

E l’Italia come sta? Per niente bene. Definire la situazione politica italiana attuale instabile è un eufemismo.

Dalle elezioni non è uscito nessun vero vincitore. In seguito, dopo due mesi di incertezze, due forze politiche – Il Movimento 5 Stelle e la Lega – non sono riuscito a formare un governo. O meglio: c’erano quasi, ma non si è trovato l’accordo con il presidente Mattarella sul nome di un ministro. E non di un ministro qualunque, ma di quello forse più importante, ovvero quello dell’Economia, Paolo Savona, considerato scettico nei confronti dell’euro. Abbiamo avuto un premier che è durato 48 ore, il tempo di due tweet sul suo profilo Twitter, e che poi è come evaporato. La situazione è questa. E ora?

E ora il trend dell’estate sarà di nuovo lui: lo spread. Passeremo i prossimi mesi a leggere dello spread che sale, scende, ripiega, resta stabile e sale di nuovo. Un’altalena per niente divertente che vede l’Italia al centro di una crisi politico-sociale, osservata dall’Europa e da tutto il mondo. Tutte le forze politiche useranno lo spread (già lo stanno facendo) come argomento a loro favore e contro i concorrenti. Ma a pagare i conti di questa giostra impazzita, letteralmente, siamo noi cittadini.

Il revival dello spread era prevedibile

Eppure, come tutte le mode, anche questo revival dello spread era prevedibile.

Nella prima bozza del famoso “contratto di governo” tra Lega e Cinque Stelle si nominava l’uscita concordata dall’euro. I due partiti hanno poi ripiegato, ma ormai era troppo tardi e di sicuro non ha giovato la scelta di un ministro euro-scettico. In più l’instabilità che da subito si era percepita dopo il risultato delle elezioni non poteva che portare a una situazione di confusione e di crisi. Una crisi drammatica che peserà sulla nostre tasche.

Ma, come per tutte le mode, c’è da sperare che passi e che duri solo un’estate. Staremo a vedere.

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