Bonus smart working 2021: che cos’è e a chi spetta

Nel 2021 si prevede che chi lavora da remoto potrà ottenere dei benefit. Si tratta del Bonus Smart Working 2021 proposto dai sindacati.

BONUS SMART WORKING. Tra i moltissimi bonus 2021 che dovrebbero arrivare nel 2021, si prevede che vengano introdotte anche delle agevolazioni per i lavoratori che a causa della pandemia da Covid-19 sono stati costretti a lavorare da remoto. Anche se ancora non c’è nessun testo di legge che lo confermi, sembra che le probabilità che la Camera lo approvi in breve tempo siano piuttosto elevate.

Se dovesse divenire effettivo, il bonus Smart Working andrebbe a beneficio di tutti i lavoratori che si sono trovati a dover svolgere le loro attività da remoto. Il rientro in ufficio è stato infatti posticipato al 31 marzo 2021, salvo nuove proroghe, e ciò si traduce in un aumento dei costi per i “lavoratori agili”. Ma vediamo meglio in che cosa potrebbe consistere il bonus Smart Working 2021 che dovrebbe essere introdotto a breve e quali agevolazioni potranno essere ottenute da chi lavora da remoto.

Bonus Smart Working 2021: perché è stato previsto?

Come tutti sanno la pandemia causata dal Covid-19 ha fatto sì che le aziende che ne avevano la possibilità adottassero metodi di lavoro agile (il cosiddetto Smart Working). Moltissimi lavoratori dunque da quando la pandemia ha avuto inizio si sono trovati a proseguire il proprio lavoro da casa, utilizzando il proprio computer e la propria connessione internet.

Questo si traduce ovviamente in un aumento dei costi soprattutto per quanto riguarda le bollette della luce, ma per chi lavora da casa sono aumentati anche i costi di riscaldamento. Per queste ragioni i sindacati hanno proposto di introdurre delle agevolazioni per chi lavora da remoto.

Bisogna poi considerare il fatto che probabilmente molte aziende potrebbero voler proseguire il lavoro a distanza anche dopo la fine dell’emergenza, visto che in molti casi con lo smart working i processi sono più veloci e i costi per l’azienda sono inferiori. Per questi motivi è indispensabile che anche chi lavora da remoto sia in qualche modo tutelato.

Bonus Smart Working 2021: il problema dei buoni pasto e degli straordinari

Chi lavora in modalità Smart Working si è trovato ad avere lo stipendio medio decurtato, visto che da remoto non è possibile usufruire dei buoni pasto. E si tratta di cifre che per chi fatica ad arrivare a fine mese sono piuttosto cospicue.

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Come ha spiegato Florindo Oliverio, segretario Fp Cgil: “i buoni pasto valgono circa 160 euro al mese. Se si considerano anche gli straordinari si capisce perché ci sono stati lavoratori che avrebbero avuto diritto a continuare a lavorare in Smart Working da settembre e che hanno chiesto una certificazione speciale di buona salute pur di tornare in ufficio: non si potevano permettere uno stipendio decurtato ”.

L’altro problema dei cosiddetti “lavoratori agili” sono appunto gli straordinari: per godere degli straordinari è infatti necessario svolgere un orario fisso, che è ovviamente ben diverso da quello previsto con lo Smart Working. Gli straordinari sono molto difficili da calcolare lavorando a distanza, e per questo negli ultimi mesi sono stati pagati soltanto nei giorni festivi e prefestivi.

Bonus Smart Working 2021: che cosa prevede

Il Bonus Smart Working 2021, secondo quanto proposto dai sindacati, dovrebbe prevedere un rimborso forfettario delle spese che chi lavora da remoto affronta per poter svolgere le sue mansioni da casa anziché in ufficio. Inoltre dovrebbero essere introdotte alcune agevolazioni per ovviare alla decurtazione degli stipendi dei dipendenti. Decurtazioni che come abbiamo visto sono causate dal mancato ottenimento dei buoni pasto e dalla difficoltà di calcolare gli straordinari effettuati. Non resta che aspettare per sapere nel dettaglio quali saranno le modalità per ottenere il Bonus Smart Working 2021.

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