Pensioni 2019: quota 100, novità e ultime news

Ultime notizie sulle pensioni: quota 100, come funziona, come si calcola, tabella e ultimissime novità per il 2019.

Ultimamente è uno degli argomenti più caldi, sia perché riguarda direttamente molti italiani, sia perché rappresenta uno dei provvedimenti bandiera dell’attuale governo gialloverde. Stiamo parlando della possibilità di ottenere la pensione mediante quota 100.

Perciò abbiamo deciso di trattare in questo articolo cosa comporta la pensione con quota 100, come si calcola (proponendoti anche una tabella) ed infine le ultime news che impattano sull’attività di Governo.

Cosa comporta andare in pensione con quota 100

Andare in pensione con quota 100 non comporta nessuna penalità nel calcolo dell’assegno previdenziale. In altre parole si mantengono sia il calcolo retributivo, che quello misto, in presenza dei requisiti di anzianità contributiva. Non ci sono poi limitazioni in materia di tipologia di contributi utilizzabili, dunque vi rientrano anche quelli accreditati, quelli da riscatto, i figurativi eccetera.

Ma per avere un’idea più precisa vediamo nel dettaglio come funziona il calcolo per la pensione con quota 100.

Calcolo pensione quota 100

Le casistiche principali a cui si possono trovare di fronte i lavoratori, che vogliono utilizzare questo meccanismo per la pensione, sono:

  1. Anzianità contributiva minore di 18 anni al 31 dicembre 1995.
  2. Anzianità contributiva maggiore o uguale a 18 anni al 31 dicembre 1995.
  3. Non avere alcun contributo prima del 31 dicembre 1995.

Nel primo caso la pensione viene calcolata con un sistema misto, le annualità fino al 1995 sono conteggiate con il retributivo e quelle successive con il contributivo.

Nella seconda opzione si conserva il diritto al calcolo retributivo fino al 2011, ma da gennaio 2012 le annualità vengono conteggiate con il calcolo contributivo.

Nel terzo caso la pensione dovrà essere interamente calcolata con il contributivo.

Tabella pensioni quota 100

Fatte queste precisazioni, ti stai chiedendo a livello pratico come capire se andrai in pensione con quota 100 o con il modo tradizionale? Per risolvere tale quesito ti basterà guardare la seguente tabella e capire, in base alla tua situazione, come andrai in pensione.

Nel caso specifico si parte supponendo di avere almeno 62 anni di età e 38 di contributi, ossia il minimo indispensabile previsto per accedere a quota 100.

Totale anni di contributi versatiEtà anagraficaTipologia di pensione
38 62 anniCon quota 100
3863 anniCon quota 100
3864 anniCon quota 100
3865 anniCon quota 100
3866 anniCon quota 100
3867 anniPensione tradizionale

Considerazioni su quota 100

Alla luce di quanto detto fino ad ora su quota 100 e considerando che per ottenerla ci vogliono 38 anni di contributi, chi ha iniziato a versare dal 1996 non avrà più 24 anni contributivi al termine del 2019. Per questo, nella maggior parte dei casi, i lavoratori che utilizzano tale meccanismo per andare in pensione avranno un calcolo misto.

Ci possono essere altre casistiche, come coloro che accedono al calcolo retributivo, ma sono decisamente più rare.

Vedi anche: Pensioni: tagli, invalidità, quota 41 e scivolo

Secondo alcuni pareri di esperti, è probabile che non sia interessato alla pensione anticipata chi è soggetto al calcolo contributivo dal 1996 (avendo lavorato meno di 18 anni entro il 1995). Questo spiegherebbe il numero delle domande finora presentate, molto più basse rispetto a quello degli aventi diritto e a quanto previsto dall’esecutivo.

Proprio quest’ultima considerazione ci fornisce lo spunto per parlare dei risparmi ottenuti da tale misura e delle decisioni del Governo al riguardo.

I risparmi da pensioni e quota 100 fanno comodo al Governo

Per quanto riguarda l’attualità, le ultime news su quota 100 sono positive per il Governo di Conte – Di MaioSalvini. Infatti, il consiglio dei ministri sta varando un nuovo decreto al fine di congelare i risparmi provenienti da questa misura e dal reddito di cittadinanza.

Queste risorse in eccesso (pari a 1,5 miliardi di euro stando a quanto trapela) scaturiscono dall’arrivo di un numero domande inferiori a quanto inizialmente stimato. Tale somma fa molto comodo all’esecutivo, che ha deciso di renderla inutilizzabile per altre misure e di accantonarla per fare economia di bilancio.

In altre parole i risparmi conseguiti, anche dalle pensioni e quota 100, saranno destinati al miglioramento dei saldi di finanza pubblica. In questo modo il Governo punta a rassicurare l’Unione Europea, disinnescando lo spettro della procedura d’infrazione. Inoltre, si ottiene l’obbiettivo di migliorare i conti pubblici senza l’introduzione di nuove tasse.

Infatti, grazie a questo provvedimento il rapporto Deficit-Pil del nostro paese scende al 2,04 per cento rispetto al 2,4 indicato nel Def dell’aprile scorso. Questo dovrebbe rappresentare un ottimo segnale per i conti e salvaguardare il nostro stato dal rischio di speculazioni sugli interessi del debito.

Vedi anche:

 

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