Home»Salute»Alimentazione&Dieta»Le piante con proprietà disintossicanti e depurative

Le piante con proprietà disintossicanti e depurative

0
Shares
Pinterest Google+

Piante disintossicanti e depurative: aneto, tarassaco, cardo mariano, ortica e betulla sono alcune delle piante “magiche” che possono aiutare il nostro organismo a funzionare meglio quando sentiamo la necessità di depurarci dalle tossine.

ortica

Esistono in natura diversi vegetali che crescono spontaneamente o che possono essere coltivati che hanno proprietà depurative e proprietà disintossicanti. Tali piante sono spesso consigliate come integratori nel caso si verifichi un malfunzionamento del fegato, ma possono anche essere consumate in forma di tisane da chi sente la necessità di pulire, e tenere pulito, il proprio organismo.

Spesso, mangiare molto e mangiare male, poca attività fisica e assunzione di sostanze nocive come fumo e alcol possono essere la causa del nostro malessere. Quando il fegato, ghiandola per eccellenza atta alla “pulizia” del nostro organismo, funziona poco o funziona male, lo avvertiamo subito. Sonnolenza, stanchezza, pancia gonfia e meteorismo, emicrania sono solo alcuni dei sintomi che potrebbero essere riconducibili ad un organismo leggermente intossicato. Possiamo intervenire consumando depuratori naturali, come ad esempio l’aneto, il carciofo, il tarassaco, l’ortica, la betulla, il cardo mariano.

Quali piante consumare per depurarci

Il tarassaco, ad esempio, che deriva da una parola greca che significa “guarisco”, è molto consigliata in caso di piccoli fastidi dovuti a cattivi abitudini oppure di natura inspiegabile. La foglia e le radici sono l’ideale per favorire l’attività diuretica aiutando i reni, per stimolare il fegato a fare il suo dovere, e sono utili anche per un buon funzionamento del pancreas.

Il cardo mariano è ricco di principi attivi che proteggono il fegato, mentre il carciofo, buonissimo anche come alimento, è noto per essere un forte depuratore. L’ortica, pianta che cresce spontaneamente in ogni campo e al ciglio di ogni strana, ha molte proprietà depurative e antiasteniche. Può essere facilmente raccolta (con un paio di guanti) e consumata in tisana o in brodo, proprio come si faceva un tempo.

L‘aneto è un’altra pianta efficace seppur poco conosciuta, perché più usata nelle cucine orientali. E’ utile nel caso abbiate problemi di alitosi, che spesso sono riconducibili ad un cattivo funzionamento del fegato.

Piante dal sapore amarognolo come cicoria e genziana sono anch’esse delle insospettabili “pulitrici” dell’organismo. Aiutano la digestione e stimolano la diuresi, sgravando così l’attività, a volte faticosa, dei reni. Una tisana di betulla, infine, è ottima per pulire il sangue e favorire una buona attività renale.

Un piccolo accorgimento disintossicante ed estremamente salutare, tra gli altri, è quello di consumare mezzo limone spremuto in acqua ogni mattina. Con questo frutto, migliorerete il vostro stato di salute aiutando fegato e reni nelle loro attività.

Le piante depurative hanno radici antichissime

La fitoterapia ha una storia antica, ed è stato il primo modo con cui l’uomo ha tentato di intervenire per garantire il più a lungo possibile il proprio benessere psico-fisico. D’altronde, ancora oggi gran parte dei farmaci chimici in commercio sono basati su estratti di piante. Quando assunte in eccesso, le piante possono essere anche fatalmente nocive, ma se consumate nelle giuste dosi possono garantire un efficace risanamento di piccoli disturbi.

Uno stile di vita sedentario e un’alimentazione sbagliata sono tra le prime cause di intossicazione dell’organismo. Quando il nostro corpo sente il bisogno di eliminare le tossine si può intervenire con la fitoterapia. Ovviamente, nel caso avvertiate sintomi persistenti, consultate il vostro medico e sarà lui a dirvi esattamente cosa fare, ma questo non vi impedisce di cercare di sentirvi meglio attraverso i benefici delle piante.

No Comment

Leave a reply

Previous post

Elezioni Francia 2017, tra scandali e sondaggi: Gli scenari possibili

Next post

Povertà, reddito di inclusione: ecco di cosa si tratta