Quanto guadagna Aranzulla? Segreti e fatturato del mitico divulgatore

Salvatore Aranzulla è il re indiscusso della divulgazione informatica online. Ma quanto guadagna dando consigli sul web? Ha iniziato a 12 anni con pochi articoli e pochi euro, ma oggi fa cifre notevoli, anche se preferisce fare il pasticciere.

Chi è Salvatore Aranzulla? Sembra proprio una delle domande che appaiono sul suo sito. Se siete fra i pochi che non hanno mai letto il suo nome cercando di risolvere qualche problema con il pc, la stampante o lo smartphone, diciamo che è un famoso informatico italiano – per la precisione siciliano – che sul suo sito web dà consigli informatici molto semplici ma molto precisi.

Grazie al suo mix di semplicità, quantità (pubblica anche una decina di articoli al giorno) e capacità di capire cosa cercano le persone sul Web, Aranzulla è diventato uno dei siti più visitati e un vero punto di riferimento per milioni di italiani. Molti accessi si traducono in molta pubblicità, e la pubblicità si traduce in euro. Dunque ecco la domanda: quanto guadagna?

Quanto guadagna Aranzulla: il suo fatturato negli anni

Si tratta di cifre trovate online però mai smentite dall’informatico siciliano, dunque riteniamo siano i guadagni reali o comunque molto vicini al reale fatturato.

Nel 2014 il fatturato era di circa un milione di euro. Questo il dato della Aranzulla Srl, di cui Salvatore Aranzulla è socio unico. E va aggiunto che nel 2014 aveva solo 24 anni (Salvatore infatti è nato nel 1990).

Nel 2015 il fatturato era di 1,4 milioni, e una cifra simile nel 2016. In un blog tecnico si legge che il guadagno di Aranzulla sarebbe di circa “3.871 euro al giorno”.

Niente male per un lavoro che viene svolto, come spiegato dallo stesso Aranzulla, dovunque si trovi, a casa, su un treno o in un bar mentre mangia un panino, fondamentalmente spiegando cose semplici come scaricare un programma o come “spegnere l’Iphone”.

Ok, ma come guadagna Aranzulla?

Anche questa sembra una delle classiche domande alle quali risponde il suo sito. Anzi, in un’intervista di un paio d’anni fa spiegava: “Scrivo come un dodicenne: soggetto, predicato, complemento oggetto. Cerco di farmi capire indipendentemente da età, grado d’istruzione e competenze linguistiche di chi mi legge. Non do nulla per scontato. Faccio l’esatto contrario di voi giornalisti”.

I guadagni di Aranzulla sono dovuti alla pubblicità online. Sulle pagine del suo sito appaiono annunci pubblicitari che portano un piccolo guadagno ogni volta che vengono visualizzati da un utente o che un utente ci clicca. Sommando tutti questi piccoli guadagni si arriva a un notevole fatturato.

Oltre a questo, nel sito di Aranzulla sono presenti anche affiliazioni a siti di vendita online. Significa che se parla di un prodotto e invita a cliccare per acquistarlo, lui da quella vendita prende una percentuale. Anche qui si parla di piccoli singoli guadagni che però, su una grande quantità di visite quotidiane, si traduce in una somma notevole di ricavi.

Dalla Sicilia con furore: i suoi primi guadagni Aranzulla li ha fatti a 12 anni

Come spiega proprio lui in un’intervista, a 11 anni i genitori gli hanno comprato il primo computer. A 12 anni scopre alcune falle interne di Google e Microsoft e inizia a pubblicare il suo blog con consigli informatici. Qualche rivista inizia a pagarlo.

Qualche anno dopo è già famoso: nel 2007 era già uno dei siti tecnici più visitati, e negli anni successivi raggiunge la popolarità.

Nel frattempo viene acquisito prima da Virgilio e poi da Il Messaggero, scrive dei libri di divulgazione e si laurea in Economia Aziendale alla Bocconi di Milano. Vista la mole di lavoro, assume dei dipendenti come collaboratori per il sito, che però continua a gestire in prima persona.

Personaggio criticato e discusso nella comunità informatica, è innegabile però la sua abilità e il suo successo popolare. Di fatto è un ragazzo che, da autodidatta, è riuscito a crearsi un lavoro, a costruire un’azienda e a guadagnare. Eppure, la sua vera passione pare siano le torte.

Ha studiato come pasticciere nell’accademia di Marchesi ed è stato in Giappone per perfezionarsi, anche se la vera scuola pare sia stata sua nonna. Il suo sogno? Una catena di pasticcerie. In effetti il Web è cambiato e ancora sta cambiando, dunque ancora una volta Salvatore di dimostra abile nel puntare sulla cosa giusta al momento giusto. Le ricerche online potrebbero calare, ma le torte, quelle no, saranno sempre richieste!

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