Chi è Maria Sole Ferrieri Caputi, il primo arbitro donna d’Italia

L’ottava giornata del campionato di Serie A Maria Sole Ferrieri Caputi la prima donna arbitro italiana, fa il suo esordio nel massimo campionato. La sua storia.

Domenica 2 ottobre, ore 15. Si gioca Sassuolo-Salernitana, e si può tranquillamente parlare di un evento storico per il campionato italiano di Serie A. Arbitra per la prima volta una donna: Maria Sole Ferrieri Caputi

Ferrieri Caputi
Maria Sole Ferrieri Caputi, primo arbitro donna in Serie A (Associazione Italiana Arbitri)

Pur con un notevole ritardo ad altri paesi e campionati di calcio, considerando che in Brasile il primo arbitro donna faceva il suo esordio almeno quindici anni fa e in Inghilterra ormai da tempo gli arbitri al femminile sono una parte integrante del massimo campionato, anche l’Italia può vantare la sua prima donna arbitro nel torneo di punta del nostro calcio.

Chi è Maria Sole Ferrieri Caputi

Si chiama Maria Sole Ferrieri Caputi. Definirla debuttante, esordiente, è sicuramente molto limitativo. A 32 anni compiuti la direttrice di gara che appartiene alla sezione arbitrale di Bergamo, vanta almeno 170 partite tra Serie B, Serie C e Serie d oltre a due gare di Coppa Italia che l’hanno già vista impegnata contro formazioni del massimo campionato. Nel 2021 Ferrieri Caputi ebbe il suo primo momento di gloria dirigendo il Cagliari. Lo scorso anno le toccò la Sampdoria. Giudizi positivi, commenti unanimi. Per qualità, personalità e presenza fisica Maria Sole Ferrieri Caputi non ha nulla da invidiare ai suoi colleghi uomini. Eppure è l’unica donna ammessa alla CAN, la commissione arbitrale nazionale che racchiude i migliori fischietti del campionato destinati ad arbitrare la Serie A.

Quanti sono gli arbitri donna in Italia

Gli arbitri donna in questo momento in Italia sono 1700. Non molti rispetto ai circa 30mila arbitri tesserati tra dilettanti, semiprofessionisti e professionisti. Una squadra che, nel corso degli ultimi anni, si è considerevolmente ridotta a causa di numerosi problemi. primo fra tutti una vera e propria crisi di vocazione che ha allontanato i giovani italiani da un ruolo sempre messo in discussione, a volte addirittura pericoloso.

Per molte ragazze partecipare ai corsi, alle selezioni e alla formazione della classe arbitrale è diventata una sfida nella sfida. Maria Sole, per il momento, è l’unica che può dire di averla vinta almeno in parte.

Laureata, consulente che si è specializzata nelle dinamiche e nei rapporti sindacali e di lavoro, Maria Sole alterna gli impegni professionali a quelli di ricerca universitaria e quelli che la portano sul campo. Si allena scrupolosamente, in palestra e sulla pista d’atletica per alcune ore al giorno. Sassuolo-Salernitana sarà il suo debutto. Fino a oggi, i regolamenti le hanno praticamente impedito di parlare e con l’inizio della sua attività agonistica in Serie A, sarà ancora maggiormente sotto controllo e al centro della curiosità generale.

In una delle sue pochissime dichiarazioni ufficiali Maria Sole ha chiarito qual è l’unica cosa che si augura da questa esperienza che per lei vuol dire moltissimo: “Essere sempre giudicata come come arbitro e non come donna”. Il minimo che le si possa concedere in un momento in cui la classe arbitrale ha bisogno di notevole rinnovamento.

Una donna che le quote rosa non sa cosa siano e che fino a questo momento quello che ha ottenuto lo ha ottenuto solo ed esclusivamente per merito.

Vedi anche: Quanto guadagna un arbitro di calcio

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