Un’alternativa alla pillola? Il bastoncino

Teenage_24_maggio_2011Sono passati più di 50 anni, quando fece la sua comparsa la prima pillola anticoncenzionale, introdotta da Gregory Pincus, con dosi massicce di ormoni e numerosi effetti collaterali. Con gli anni le pillole sono diventate sempre più leggere, addirittura “bio”, con pochi effetti collaterali e con meno quantità di ormoni. Eppure le Italiane hanno ancora un rapporto difficile con la pillola e spesso rischio di dimenticarsela.  Da oggi però chi cerca una protezione sicura, affidabile e di lunga durata, può ricorrere all’impianto contraccettivo sottocure, il cosiddetto “bastoncino”. In Gran Bretagna e in Olanda, dove è disponibile da diversi anni è tra gli anticoncezionali più diffusi. Vediamolo più nel dettaglio.
Protette per tre anni
Questo “bastoncino”, da infilare sottocute, assicura la massima sicurezza contraccettiva per tre anni. L’efficacia è stata confermata da uno studio internazionale condotto su 2362 donne per un totale di 73 mila cicli che ha dato un risultato senza precedenti: nessuna gravidanza. «Si tratta di un filamento flessibile lungo quattro centimetri e spesso due millimetri, che viene inserito all’interno del braccio, a poca distanza dalla piega del gomito», dice Chiara Benedetto, direttore della Cattedra di Ginecologia e Ostetricia dell’università di Torino. «A garantire la copertura contraccettiva è il principio attivo contenuto nel bastoncino, etonogestrel, in grado di bloccare l’evoluzione». A differenza delle pillole tradizionali che contengono anche estrogeni, il bastoncino è a base solo di progestinico. E’ dunque particolarmente indicato per tutte coloro che, per problemi di tensione mammaria, aumento di peso, complicanze vascolari, non possono assumere estrogeni. In premenopausa, invece, previene l’endometriosi (l’eccessivo ispessimento delle pareti dell’utero) che si verifica soprattutto in questo periodo della vita.
Gli effetti collaterali
A rendere il quadro meno roseo, ci sono gli effetti collaterali. «Il più importante, che non è dannoso per la salute, è la possibile comparsa di irregolarità mestruali in una donna su cinque e nel 20% delle donne può verificarsi l’amenorrea, cioè la scomparsa totale del ciclo per tutta la durata del trattamento», dice Benedetto. «Per questo motivo è forse una scelta più indicata alle donne adulte, che non si sentono deprivate in caso di scomparsa del ciclo e che possono programmare la loro vita con un certo grado di stabilità. Va però precisato che la fertilità si ripristina dopo la rimozione del bastoncino, entro tre settimane». Altre controindicazioni sono quelle generiche per la pillola: il prodotto non è indicato a chi soffre di malattie epatiche e tromboflebiti, mentre per le fumatrici non ci sono controindicazioni particolari. L’applicazione del bastoncino non è dolorosa, dura 90 secondi e viene inserito in anestesia locale utilizzando un apposito applicatore. L’impianto va sempre tolto dal ginecologo.
di Monica Melotti
24 maggio 2011

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