“Covid, perché vaccinare donne incinte e bambini”. Intervista al presidente del SIN

Covid-19, la vaccinazione è fondamentale per le future mamme e anche per i bambini. Abbiamo parlato di questo e dei dubbi e delle paure più  diffuse con il prof. Fabio Mosca, Presidente della Società Italiana di Neonatologia (SIN).

Mentre la campagna vaccinale procede, c’è un aspetto forse sottovalutato: quelle delle mamme e dei bambini. Secondo gli esperti bisogna accelerare la vaccinazione anti-Covid delle donne in gravidanza ed in allattamento e bambini di età superiore ai 12 anni, per tutelarli da rischi anche gravi. E’ quello che si legge nell’appello della Società Italiana di Neonatologia (SIN), Società Italiana di Pediatria (SIP), Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) e molte altre associazioni al Ministero della Salute.

Gravidanza vaccino

Il paradosso è che molte persone sono più preoccupate per gli effetti del vaccino e meno per quelli del Covid-19. Ma perché è importante vaccinare mamme e bambini? E quali sono i vaccini più adatti per le donne incinte? E anticorpi della futura madre che si sviluppano con il vaccino passano al feto? E ancora: come informarsi, senza incappare in bufale e fake news?

Abbiamo rivolto queste e altre domande al prof. Fabio Mosca, Presidente della Società Italiana di Neonatologia.

A quali rischi va incontro una donna in gravidanza che ha contratto il Covid-19?

Una trentenne non incinta che contrae il virus, ha una bassa probabilità di essere ricoverata in terapia intensiva, ma se è in attesa il rischio sale di 3 volte. Le gravidanze complicate dal Covid-19 esitano, poi, più spesso in un parto prematuro che può mettere seriamente a rischio la vita del piccolo e generare tutte le complicazioni tipiche della prematurità.

Il virus SARS-CoV-2 può inoltre trasmettersi, ancorché raramente, dalla madre al feto e causare rari casi di Covid-19 neonatale anche grave.

Sul Web vediamo molte future mamme spaventate all’idea degli effetti collaterali del vaccino e, paradossalmente, meno da quelli del Covid-19. Queste paure sono motivate?

L’esperienza accumulata in questi mesi di campagna vaccinale, unita ai dati preclinici, mostra chiaramente come i vaccini a mRNA siano assolutamente sicuri sia per le donne in gravidanza, sia per le donne che allattano. In alcuni centri di riferimento nel mondo (come a Parigi, in Israele, in Belgio, in Irlanda, negli USA) la vaccinazione in gravidanza viene offerta di routine. Non esistono controindicazioni diverse dal resto della popolazione alla vaccinazione.

Sappiamo che è difficile dire quale se un vaccino è meglio di un altro, ma è possibile indicare un vaccino più adatto per la categoria delle donne in gravidanza?

Le donne in gravidanza devono essere vaccinate con i vaccini a mRNA, non con quelli che contengono l’adenovirus, essendoci già di base un equilibrio più fragile dal punto di vista coagulatorio correlato allo stato di gravidanza.

Gli anticorpi della futura madre che si sviluppano con il vaccino passano al feto?

Sì, il vaccino protegge anche il feto dopo la nascita, perché gli anticorpi passano attraverso la placenta.

Perché è importante vaccinare i bambini? E ci sono differenze negli effetti collaterali tra i bambini e gli adulti?

È importante perché il Covid-19 in età pediatrica può avere conseguenze gravi non solo in fase acuta, ma anche a distanza di settimane come la sindrome infiammatoria multi-sistemica (PIMS). È necessario comprendere che, con l’aumentare della diffusione della vaccinazione in altre fasce di età, i bambini più piccoli iniziano a rappresentare una popolazione proporzionalmente più a rischio, poiché suscettibile all’infezione da SARS-CoV-2, al contrario delle persone vaccinate.

Riguardo agli eventuali effetti collaterali, i dati disponibili nella popolazione pediatrica >di 12 anni evidenziano che il vaccino è ben tollerato.

Che cosa risponde quando qualcuno dice che “non conosciamo gli effetti a lungo termine del vaccino”?

Che non c’è nessun vaccino che dia effetti collaterali a lungo termine: le complicanze si verificano nel breve termine.

Secondo lei si può fare meglio a livello comunicativo in modo che le persone capiscano l’utilità del vaccino? Per ora abbiamo visto molta confusione, paura, ansia, che hanno generato una percezione sbagliata del rischio.

Sì, si può fare meglio. A tal proposito la Società Italiana di Neonatologia (SIN), insieme alle altre società scientifiche dell’area perinatale, già dall’inizio della pandemia, sta facendo la sua parte con comunicati stampa e linee guida volti alla tutela di mamma e neonato, ponendo anche all’attenzione dell’opinione pubblica e delle Autorità la situazione di confusione in cui versano le donne italiane in rapporto all’effettuazione della vaccinazione anti-Covid.

Nell’ultimo mese poi con la Società Italiana di Pediatria (SIP), la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), la Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani (AOGOI), la Associazione Ginecologi Universitari Italiani (AGUI), la Società Italiana di Medicina Perinatale (SIMP), l’Associazione Ginecologi Territoriali (AGITE) e la Società Europea di Rianimazione Pediatrica e Neonatale (ESPNIC) abbiamo fatto appello al Ministero della Salute e a tutte le istituzioni perché sia promossa il più possibile la vaccinazione delle donne in gravidanza ed in allattamento oltreché dei bambini di età superiore ai 12 anni (e più piccoli quando vaccini dedicati saranno disponibili); si instauri un coordinamento centralizzato, come in altri Paesi Europei, per la vaccinazione di queste categorie al fine di evitare disparità a livello locale e regionale e l’informazione su questi temi sia veicolata in maniera scientificamente valida e con la adeguata competenza specialistica. Peraltro proprio in questi giorni l’Istituto Superiore di Sanità ha rilasciato le “Indicazioni ad interim su “Vaccinazione contro il COVID-19 in gravidanza e allattamento”, che sottolineano l’importanza della vaccinazione in gravidanza e allattamento.

Le persone si informano sempre più spesso con i social-network e col passaparola più che con le linee guida istituzionali. Se dovesse dare un consiglio, quali sono le fonti di informazione più affidabili e attendibili su questi temi?

Di sicuro la scelta più giusta è consultare fonti autorevoli e istituzionali (Ministero, Società Scientifiche ecc.), nonché, ovviamente il medico curante, che potrà dare le giuste informazioni ed indicazioni e rispondere a tutti i dubbi con competenza.

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