Ai nostri bimbi fa bene Facebook?

Bimba_notebookIl precedente arriva dritto dalla Casa Bianca, complice Michelle Obama, la moglie del presidente degli Usa. Alle figlie, Sasha e Malia, 9 e 12 anni è stato proibito di accedere a Facebook. La notizia è diventata presto fonte di dibattito anche nel nostro paese. La domanda è diventata dunque d’obbligo: Facebook fa bene ai bambini? Se per i pedagogisti resta valido il consiglio di “navigare” insieme ai propri figli, non poche perplessità attanagliano la mente dei genitori, che non sanno come comportarsi di fronte alla richieste dei propri bambini circa l’accesso alla rete.  Che fare dunque? “Un distinguo, innanzitutto, – spiega Anna Dell’Isola, psicanalista di Milano – in base all’età del bambino. Un discorso è quello riguardante bambini dai sei ai dieci, dodici anni, altra cosa per i ragazzi delle scuole medie. Per i più piccoli non ha molto senso Facebook, così come è strutturato. Si tratta, infatti, di un social network destinato ad un pubblico di adulti e adolescenti. Si dovrebbe pensare, eventualmente, a una sorta di baby social network con caratteristiche adeguate all’età degli utenti. Allora potrebbe essere molto  interessante mettere in contatto bimbi coetanei che vivono in luoghi diversi e che hanno a che fare con differenti realtà, purchè tutto sia vigilato con attenzione da parte degli adulti”. Esistono anche sistemi di controllo da installare direttamente sul computer, sono i cosiddetti “parental control” che assicurano uno sguardo adulto costante.
E per i più grandi? “Per gli adolescenti – prosegue Dell’Isola – Facebook può essere una buona modalità di comunicazione, di scambio di idee ed esperienze, a patto sempre che l’adulto in qualche modo sia presente. L’importante è che questa vigilanza sia discreta, che non infastidisca l’adolescente e che non sia percepita dal ragazzo come una sorta di intrusione nel suo quotidiano. Il genitore deve insomma verificare l’identità degli amici dei figli, caldeggiandoli a non instaurare legami di amicizia con sconosciuti. Il vero pericolo, e di pericolo si tratta, senza falsi allarmismi, è quello dei pedofili. E‘ per questo che è fondamentale tenere monitorata sempre la situazione, non invadendo, però, la privacy dei ragazzi, che hanno tutto il diritto di scambiarsi informazioni ed emozioni con i proprio coetanei”. E poi, regola fondamentale: la moderazione. Facebook non deve in alcun modo sostituirsi alla vita reale, ai veri e concreti legami affettivi che devono essere vissuti quotidianamente. Massimo, quindi, un’ora al giorno e non di più. Da questo punto di vista il genitore deve mostrarsi inflessibile.

Paola Scaccabarozzi

23 marzo 2011

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