Io (non) cammino da sola. La storia delle Walking Mama

Due donne decidono di camminare insieme la sera. Nel giro di pochi mesi diventano centinaia, formando diversi gruppi in varie città. Una piccola storia di auto-organizzazione civile. Un’iniziativa tanto semplice e spontanea quanto interessante ed efficace. Ecco chi sono le Walking Mama.

Camminare può sembrare l’atto più semplice e banale che un essere umano possa compiere, ma proprio in questa sua semplicità risiede la sua profondità. Diceva lo scrittore francese Roland Barthes che camminare “è il gesto più comune, e quindi il più umano”. La storia delle Walking Mama, come molte altre, nasce praticamente per caso. Un gruppo di amiche che decide di staccare dalla routine quotidiana e camminare insieme, la sera. Insieme ci si sente più sicure, in più si chiacchiera, si fa amicizia, e dopotutto, si sa, camminare fa bene al corpo e alla mente. Velocemente si uniscono altre persone e si formano altri gruppi, in maniera totalmente autonoma, in un bellissimo esempio di auto-organizzazione civile al femminile. Abbiamo chiesto alle fondatrici di questa iniziativa di raccontarci com’è nata e perché.

Dov’è nato il primo gruppo di walking mama? Quante persone eravate la prima volta?

Il primo gruppo nasce a Bovezzo (Bs) quasi per gioco da una nostra idea. E’ Gennaio 2018 quando decidiamo di prenderci qualche ora a settimana per staccare dalla routine quotidiana (figli, casa, lavoro…) e uscire insieme a camminare la sera; pubblicando sui social foto e percorsi, parecchie donne cominciano ad interessarsi a questi incontri serali e a chiedere di unirsi a noi; decidiamo, quindi, di aprire un gruppo facebook e provare a condividere queste uscite con tutte le donne che volevano prenderne parte. E’ inverno ma nonostante questo riusciamo a formare un gruppo di cammino sempre presente e dalle due persone iniziali arriviamo a circa una trentina in primavera comprendendo anche persone che arrivano dai paesi limitrofi.

Oggi quanti gruppi ci sono? In tutto di quante persone parliamo?

Tramite il gruppo Fb “non solo mamme Brescia” abbiamo proposto la nostra iniziativa a donne provenienti da tutta la provincia, allargando l’invito a far partire nuovi gruppi in altri paesi e a tutt’oggi, grazie ai social, ne abbiamo attivi 21 con una partecipazione da 5 a 50 persone in base alla zona. Essendo un’associazione di volontariato abbiamo strutturato il progetto in modo che ogni gruppo abbia 1 o più volontarie che in base alla propria disponibilità ne garantiscano l’uscita una o due volte a settimana.

Walking Mama

Vi piacerebbe che diventasse un network nazionale, dal nord al sud Italia?

Il nostro obiettivo, dato il successo avuto nella nostra provincia, è quello di portare questo progetto in più paesi possibili, ci piacerebbe creare una grande community di “walking mama“.

I gruppi sono esclusivamente femminili? Chi può partecipare?

Abbiamo scelto di aprire l’iniziativa solo alle donne in quanto abbiamo constatato che ci si sente più libere di affrontare determinati argomenti e meno a disagio a camminare ognuna con le proprie possibilità. Questo progetto dimostra che prendersi qualche ora per se stesse camminando insieme, oltre a far bene fisicamente e mentalmente è occasione di confronto, condivisione e di aiuto reciproco.

Nei nostri gruppi si chiacchiera e si cammina tanto e si rientra a casa più serene e più cariche, a volte anche con una visione diversa sui problemi quotidiani; nascono nuove amicizie e ci si mette tutte allo stesso livello indipendentemente dall’età e dalla vita che una persona svolge. L’accesso ai gruppi è gratuito e vengono gestiti dalle volontarie che sono associate. Ci rivolgiamo a tutte le donne, di qualsiasi età, mamme, nonne e ragazze; alcuni bambini piccoli partecipano a queste camminate ma la finalità è comunque quella di ritagliarsi uno spazio per sé.

Molte donne hanno paura di uscire a piedi la sera per problemi di “sicurezza”. Questo può essere anche un modo di superare certe paure?

Sicuramente uscire in gruppo è rassicurante e meno pericoloso che da sole, il momento in cui c’è più partecipazione è sicuramente la sera, dopo cena, orario in cui chi ha bambini piccoli li ha già sistemati e difficilmente una donna esce a quell’ora senza essere accompagnata, in particolar modo d’inverno.

Quanto cambia la socializzazione e l’aggregazione grazie alla camminata? Cioè, sarebbe completamente diverso se vi incontraste in un posto al chiuso, sedute su delle poltrone?

Per rispondere a questa domanda vogliamo condividere con voi alcune recensioni ricevute dalle partecipanti:

Cristina: “Per me è importante. Mi è servito a fare nuove amicizie e sinceramente ne avevo un gran bisogno perchè accudire i miei bimbi mi ha fatto perdere delle amicizie che prima avevo. Ero in un momento in cui ero un pochino sola”.

Ornella: “Tutte noi abbiamo problemi, grandi o piccoli. Stando in compagnia, chiacchierando di argomenti frivoli oppure di temi seri i problemi si ridimensionano, vengono messi in pausa. Sicuramente questo è positivo per la sfera emotiva di ognuna di noi. Il movimento, che si svolge nelle aree più verdi della zona, completa l’opera. Si torna a casa felici e motivate”

Imma: ”Erano anni che.cercavo qualche amica con cui fare una camminata e appena venni a conoscenza di questo gruppo ho voluto subito farne parte. Ho conosciuto non un’amica, ma tante amiche. Ne sono cosi entusiasta che ne parlo a parenti, colleghe e conoscenti. E non vedo l’ora che arrivi il giorno per poter fare un giro anche se ho avuto una giornata stancante, quando arrivo alla fermata e vedo qualcuno la stanchezza sparisce. Ci si saluta ci si sorride si chiacchiera e si parte  e torno a casa carica anche per il giorno dopo. Il freddo o la pioggia non mi fermano e consiglio a tutte: venite numerose, fa bene al fisico e alla mente, provare per credere”.

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