15 Frasi di Andrea Camilleri

Andrea Camilleri, le frasi più belle del grande scrittore siciliano sulla vita, la morte e la letteratura.

Andrea Camilleri, nato a Porto Empedocle nel 1925 e morto a Roma nel 2019 all’età di 93 anni, è stato uno dei più grandi scrittori italiani. Raggiunse il successo solo in tarda età, ma poi diventò uno degli scrittori più venduti, amati e tradotti. E’ famoso per l’invenzione del commissario Montalbano, ma in realtà ha scritto decine e decine di altri bellissimi romanzi. Siciliano, bravissimo a usare le parole, è noto anche per le sue frasi fulminanti, sempre profondo e ironiche. Ne abbiamo scelto 15 per ricordarlo.

Camilleri: 15 frasi per ricordarlo

L’umanità

“L’umanità un immenso formicaio e se vuoi conoscerla davvero devi trasformarti in formica e viverci dentro”.

Morirò

“Morirò prima di Montalbano nonostante lui morì prima di me. La mia morte segnerà la fine di Montalbano e, nonostante tutto, Montalbano sopravviverà senza di me. Montalbano vivrà nei miei romanzi così come io vivrò nei suoi pensieri. Sicilia, chistu è ‘u mio lascito alla mia bedda terra.”

Uomini di qualità

“Insomma ci sono uomini di qualità che, messi in certi posti, risultano inadatti proprio per le loro qualità all’occhi di gente che qualità non ne ha, ma in compenso fa politica.”

I siciliani

“I siciliani vivono male la loro condizione di essere siciliani, sono sempre alla ricerca di qualcosa di diverso dal presente. Anche in politica, sono sempre insoddisfatti della realizzazione del proprio voto nell’atto stesso nel quale si realizza, perché attraverso di esso hanno ottenuto solo normalità. Si dicono: “vogliamo vedere se cambia qualche cosa?” votano e cambiano, e qui torniamo al Principe di Salina in tutto il suo splendore. Hanno cambiato tutto e non hanno cambiato niente.”

La libertà

“Alla libertà dell’uomo libero sempre più viene preferita la servitù del cortigiano.”

Il successo

“Io sono stato povero e ho conosciuto il successo in tarda età. Tutto è arrivato tardi nella mia vita, e questa è una fortuna: mi sento come di aver vinto alla Sisal. Il successo fa venire in prima linea l’imbecillità. Se avessi ottenuto da giovane quel che ho oggi, non so come sarebbe finita. Non conosco il mio livello di imbecillità.”

I miei figli

“Non voglio morire male, non voglio avere il pessimismo, voglio morire con la speranza che i miei figli, i miei nipoti e i miei pronipoti vivano in un mondo di pace. Bisogna che i giovani si ribellino. Non disilludetemi”.

La vera differenza

“La vera differenza tra un uomo e un altro uomo risiede nelle loro teste, nei loro pensieri, e non nelle insegne, nelle bandiere, nelle divise, nelle rotelle di panno.”

Lo scirocco

Lo scirocco è uno dei momenti più belli che possano essere concessi all’uomo, in quanto l’incapacità di movimento in quei giorni ti porta a stare immobile a contemplare una pietra per tre ore, prima che arrivi un venticello. Lo scirocco ti dà questa possibilità di contemplazione, di ragionare sopra alle cose, anche se è un po’ difficile, in quelle circostanze, sviluppare il pensiero che è un po’ “ammataffato”, collosa, come la pasta quando scuoce.

Il fascismo

Potremmo dire che fu una solenne minchiata. Una atroce minchiata. Il fascismo sarebbe stato grottesco, se non fosse stato tragico. Se non avesse comportato la morte di tanti innocenti, ricordo Matteotti e Gramsci solo per fare qualche esempio, il fascismo sarebbe stata solo una buffonata. Purtroppo invece è stato un evento tragico.

Il capitalismo

Può un vero cristiano amare il capitalismo? Perché se è vero che da un lato è stato possibile quantificare le vittime del comunismo, le vittime del capitalismo, invece non vengono quantificate da nessuno.

La Sicilia

Non ho mai rappresentato in negativo la Sicilia. I giornali tedeschi, francesi, inglesi, hanno scritto che Camilleri evita i luoghi comuni, descrive una Sicilia diversa da quella della Piovra, non utilizza vecchi e triti stereotipi. Non capisco perché in Italia vi siano alcuni autorevoli commentatori che scrivono il contrario. Siccome ho rispetto culturale per alcuni di questi opinionisti, li invito a leggere con più attenzione i miei libri.

La rivoluzione

La rivoluzione la intendo come una forza propulsiva, come il convergere di alcune situazioni storiche che determinano l’esplosione di tutte le valvole di sicurezza. La rivoluzione è un avvenimento che cambia il mondo.

Il papa

Giovanni Paolo II è stato un uomo che ha capito l’importanza dei media. Su questa strada ha potuto rendere palese a tutto il mondo quello che faceva per il mondo. E sempre su questa strada non ha reso palese la sua politica di mantenimento dello status quo. Ha detto delle cose. Ma non ha insistito: come se volesse ribadirle una volta sola. I cattolici osservanti lui non aveva da convincerli sull’ortodossia, semmai aveva da convincere i non cattolici e gli stessi cattolici su altre questioni che gli stavano a cuore.

Le mie opere

Le mie opere sono uova fresche di giornata e i miei cassetti sono pieni di cose che riguardano i miei nipoti. Dirò di più. Mi disfo di tutto quanto ha a che fare con un libro non appena l’ho pubblicato. Distruggo le prove del reato, insomma.

Andrea Camilleri

Andrea Camilleri è stato a lungo un produttore e regista televisivo Rai. Esordì poi come scrittore, non riscuotendo immediato successo. Negli anni arrivò invece il boom, che lo portò ad essere lo scrittore italiano più amato e venduto, e tradotto in tutto il mondo. Ha scritto decine di bellissimi romanzi storici, ma viene ricordato anche per la saga di grande successo del commissario Montalbano.

Negli ultimi anni divenne cieco e si dedicò anche al teatro. Uomo colto e di grandi passioni, non può essere dimenticato il suo impegno civile: avendo vissuto in prima persona il fascismo, di chiarò sempre antifascista, e di quel periodo ha trattato spesso nei suoi libri. Le frasi citate sopra sono tratte da testi letterari e interviste su giornali e tv.

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