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Congedi familiari 2018: tutte le novità

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Congedi familiari 2018: aumentano i giorni di congedo obbligatorio per i papà che potranno stare accanto ai figli 5 giorni. Tutte le novità sui congedi parentali 2018

congedi familiari 2018

Congedi familiari 2018: padri e madri che stanno per diventare genitori potranno contare su un ampliamento del pacchetto di benefici per l’astensione dal lavoro.

Congedi familiari 2018 padri

La news più importante per il tema congedo familiare 2018 riguarderà il genitore maschio: i padri infatti potranno usufruire di cinque giorni di congedo obbligatorio (significa che in quelle giornate non potranno, nemmeno volendo, recarsi al lavoro) e una di congedo facoltativo.

In sostanza quindi, quando nascerà il pargolo, ci sarà la possibilità di stare una settimana a casa (o in ospedale): un’ottima notizia (introdotta dalla Legge di Stabilità 2017), dato che fino a questo momento il congedo obbligatorio ammontava solo a due giorni.

Vedi anche: Detrazioni figli a carico 2018. Guida importi ed esempi di calcolo.

Congedi familiari 2018 madri

Il congedo familiare non va confuso con la maternità. Se questa si dà solo in presenza del parto, il congedo familiare invece è un’astensione facoltativa dal lavoro finalizzata all’assistenza e all’educazione dei figli.

Il congedo parentale spetta a madri e padri, lavoratori dipendenti. La madre può astenersi dal lavoro per un totale di 6 mesi: tale periodo può essere continuativo o frazionato in periodi più brevi. Il padre lavoratore dipendente ha anche lui un periodo continuativo o frazionato non superiore a 6 mesi che possono essere elevati a 7 a partire dalla nascita del figlio.

Il congedo parentale può essere sfruttato entro i primi 12 anni di vita del bambino per un periodo che, sommando quello di entrambi i genitori, non sia superiore a 10 mesi (elevabili a 11 se il padre non si astenga dal lavoro per meno di 3 mesi).

Quanto spetta per i congedi parentali?

Si verificano tre casi, in base all’età:

  • entro i 6 anni del bambino, per massimo 6 mesi, si percepisce il 30% della retribuzione media giornaliera, calcolata a partire dallo stipendio del mese antecedente il periodo del congedo.
  • A partire dai 6 anni, fino agli 8 anni, se i genitori non hanno fruito dell’indennità negli anni precedenti, il genitore potrà avere il congedo (sempre al 30%) solo se il reddito del genitore che presenta la richiesta è inferiore a 2,5 volte la somma annua che si percepisce come pensione minima.
  • Dopo gli 8 anni di età del figlio (e fino ai 12) non si riceve alcun indennizzo a meno di aver proceduto con un’adozione: in quel caso il congedo sarà sempre pari al 30% della retribuzione media calcolata a partire dallo stipendio del mese precedente quello in cui si richiede il congedo.

Vedi anche: Bonus bebè 40 euro, dal 2019 ridotto e solo per un anno.

I congedi familiari 2018 per partite Iva

Percepisce un congedo anche il professionista che non ha un lavoro dipendente ma ha una partita Iva come libero professionista iscritto alla Gestione separata (ma anche i lavoratori a progetto) e ha versato almeno 3 mesi di contributi nei 12 mesi precedenti la richiesta (purché realmente si astenga dal lavoro).

Quanto si riceve? Per un massimo di 3 mesi (entro l’anno di vita del figlio) si riceve il 30% di 1/365esimo del reddito percepito nell’anno precedente la richiesta.

Congedi parentali per lavoratrici autonome

Le lavoratrici autonome che abbiano versato contributi relativi al mese che precede quello in cui il congedo inizia possono percepire un congedo parentale per un massimo di 3 mesi entro il primo anno di vita del piccolo.

Se invece si tratta di adozione si percepiscono 3 mesi dall’arrivo del bambino nella famiglia. Si prenderà il 30% della retribuzione convenzionale prevista per l’anno in cui il congedo prende avvio.

Vedi anche: Bonus bebè 2018 straniere, ora è per tutte.

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