La situazione a Gaza: ancora raid e razzi

La situazione nella striscia di Gaza si fa di ora in ora più difficile. Le ultime notizie provenienti dall’area, sono sempre più drammatiche e le vittime continuano a salire costantemente di numero, tanto che più di una fonte si spinge a parlare ormai di una vera e propria strage di bambini in atto.

Altre sei piccole vittime, nelle ultime ore, sono andate ad aggiungersi al computo totale delle stesse, che ammonta a più di cinquanta. Naturalmente, l’evolversi della situazione sta destando grandi preoccupazioni anche nelle capitali europee e negli Stati Uniti, tanto da spingere la comunità internazionale a fare dei passi, per ora abbastanza cauti, nel tentativo di evitare una ulteriore escalation da parte del governo israeliano.

Dal canto suo, Gerusalemme si è detta disposta a cessare il fuoco e ad arrivare ad una tregua coi gruppi armati palestinesi che operano nella fascia di Gaza, ponendo però come condizione ineludibile la fine del lancio di missili verso lo stato ebraico da parte degli stessi, che è stata all’origine delle operazioni. Il Primo Ministro israeliano, Benyamin Netanyahu, nel corso di una seduta del consiglio dei ministri dedicata alla crisi in atto, ha affermato che sono ormai più di mille gli obiettivi colpiti dall’esercito israeliano, preludio ad una ulteriore estensione delle operazioni militari, che però ha destato evidente preoccupazione nella Comunità Europea e negli Stati Uniti.

E’ stato proprio Barack Obama, appena confermato per il suo secondo mandato presidenziale, da Bangkok, a dire in maniera risoluta che, se da un lato lo stato ebraico ha il diritto di difendersi dagli attacchi missilistici che provengono dalla striscia di Gaza, non per questo può pensare ad una intensificazione di una risposta che da molte parti è stata definita del tutto spropositata. E’ il New York Times ad affermare che l’inquilino della Casa Bianca si è già attivato con il governo israeliano per rendere nota nella maniera più chiara la sua contrarietà all’attacco di terra di cui si continua a vociferare in queste ore.

 

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