
E per i più grandi? “Per gli adolescenti – prosegue Dell’Isola – Facebook può essere una buona modalità di comunicazione, di scambio di idee ed esperienze, a patto sempre che l’adulto in qualche modo sia presente. L’importante è che questa vigilanza sia discreta, che non infastidisca l’adolescente e che non sia percepita dal ragazzo come una sorta di intrusione nel suo quotidiano. Il genitore deve insomma verificare l’identità degli amici dei figli, caldeggiandoli a non instaurare legami di amicizia con sconosciuti. Il vero pericolo, e di pericolo si tratta, senza falsi allarmismi, è quello dei pedofili. E‘ per questo che è fondamentale tenere monitorata sempre la situazione, non invadendo, però, la privacy dei ragazzi, che hanno tutto il diritto di scambiarsi informazioni ed emozioni con i proprio coetanei”. E poi, regola fondamentale: la moderazione. Facebook non deve in alcun modo sostituirsi alla vita reale, ai veri e concreti legami affettivi che devono essere vissuti quotidianamente. Massimo, quindi, un’ora al giorno e non di più. Da questo punto di vista il genitore deve mostrarsi inflessibile.
Paola Scaccabarozzi
Vedi anche: Infanzia troppa tv fa male le regole dei pediatri
23 marzo 2011