Belle senza bisturi? Si ora è possibile

E’  possibile evitare  la chirurgia estetica per eliminare rughe del volto o del collo? Si grazie alla medicina estetica e al “New Golden Lift”, c’è lo spiega la dottoressa Dvora Ancona.

Dvora Ancona medico estetico

Dvora in ebraico significa ape e come un’ape Dvora Ancona, medico estetico con un ‘esperienza consolidata tra Israele, Stati Uniti e Italia, è operosa, infaticabile e sempre alla ricerca di novità. Di recente ha anche scritto un libro “Belle senza Bisturi, la chirurgia non serve più” (Cairo Editore), che spiega la medicina estetica a 360 gradi, focalizzandosi sulle tecniche più recenti e sofisticate, per una remise en forme viso&corpo. L’abbiamo intervistata per scoprire quali segreti si nascondono dietro la bellezza.

Partiamo dal suo libro che ha appena vinto un premio letterario internazionale “Trofeo Penna d’Autore”, una bella soddisfazione per un’esordiente, perché da deciso di scriverlo?

Lavorando sul campo ho notato che c’è una grandissima difficoltà a capire la differenza tra chirurgia estetica e medicina estetica. Molti pensano che sia un sostituto della prima, ma in realtà la medicina estetica è in alcuni casi una valida alternativa che permette di ottenere un ottimo risultato senza sottoporsi ad un’operazione invasiva.

Belle senza bisturi, ma con l’aiuto della medicina estetica, si direbbe un rifiuto del bisturi,ma non pensa che anche la medicina estetica possa fare danni?

Il mio non è un rifiuto totale al bisturi, ho appena sottolineato che in alcuni casi specifici il bisturi è l’unica soluzione per poter arrivare al risultato. Ribadisco ancora il concetto: il mio modus operandi attraverso la medicina estetica risolve diversi problemi. Non ho mai detto che la medicina estetica non possa creare danni. Per evitarli bisogna affidarsi ad un medico estetico professionista, con una consolidata esperienza sul campo.

Lei ha inventato metodiche, come il Madonna Lift, che sono state riconosciute in tutto il mondo, compreso in ambito scientifico, quali sono le più significative?

La tecnica Madonna Lift, un nome non casuale, perché – “qui lo dico e qui lo nego”, proprio la famosa popstar è stata una delle prime a sperimentare questo trattamento nel Centro Juva di New York gemellato con il nostro centro di Milano. E’ una valida alternativa alla blefaroplastica che permette all’occhio di aprirsi fino a 8 millimetri. Tutto merito del laser, naturalmente, che stimola i tessuti a rigenerarsi e di conseguenza a risollevarsi. Basta un solo intervento per vedere i primi risultati, che durano in media un paio d’anni. Un’altra mia tecnica è il “New Golden Lift”, una radiofrequenza frazionata, di ultima generazione, che in una sola seduta riporta indietro la lancetta degli anni. Sulla zona da trattare, collo compreso,si passa un manipolo che contiene 64 microaghi d’oro, questi penetrano nella pelle e si retraggono immediatamente e loro energia stimola la formazione di collagene ed elastina.

Cosa consiglierebbe a una donna per mantenersi di aspetto gradevole nonostante lo scorrere degli anni?

Innanzitutto un corretto stile di vita , praticare in modo regolare attività fisica, seguire una corretta alimentazione, cercando di mantenere il proprio peso forma. E poi venire da me…

E’ una donna instancabile, un vulcano di idee, un precursore dei tempi, qual è il segreto di tanta energia?

Non ho segreti, ho girato il mondo e continuo a girarlo, mi arricchisco di tutte le soluzioni che ci possono essere per rendere la mia professione più valida e interessante. Il mio unico obiettivo è quello di rendere contenti i miei pazienti.

Come riesce a conciliare la vita privata con il lavoro?

Come fanno tutti i professionisti seri, la vita privata è privata e vive dei suoi tempi, il lavoro è il lavoro e bisogna metterci impegno e serietà.

Ha appena terminato di scrivere questo libro, ma immagino che lei sia già proiettata verso un nuovo traguardo, può anticiparci qualcosa?

Il mio scopo è quello di scoprire altre tecniche che possano valorizzare il mio lavoro e di ottenere dei risultati sui miei pazienti. E magari scrivere un altro libro…

 

 

 

 

 

 

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