Calma e chiarezza sulla situazione meningite: non c’è alcun allarme

Meningite: dalle bufale sugli immigrati, alla corsa alle vaccinazioni. Si sta passando da una psicosi all’altra. Con una certezza: per ora in Italia non c’è nessun allarme e la situazione è in linea con gli anni precedenti. L’unico caso leggermente anomalo è quello della Toscana, dove è aumentato il meningococco C.

meningite

Di meningite in Italia si parla da decenni, dato che i numeri dei casi sono stabili da anni e ogni tanto si diffonde maggiormente in alcune zone, come sta capitando di recente in Toscana. Ma non c’è alcun allarme, né, tanto meno, si può parlare di epidemia. I casi di meningite da meningococco sono stabili e in linea con gli anni precedenti, come confermato dall’Istituto di genetica molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche. E’ vero che alcuni casi sono letali, ma è vero anche che si è fatta anche molta confusione tra diversi tipi di meningite e che i numeri non sono tanto anomali. I casi di meningite dunque non sono in aumento, ma semplicemente se ne parla di più, e male. Questa combinazione di paura e disinformazione ha contribuito ad alimentare la paura delle persone. Lo ripetiamo ancora una volta per sicurezza: in Italia non c’è una situazione anomala di diffusione della meningite. Di sicuro però c’è molto allarmismo.

L’allarmismo e i vaccini contro la meningite

Che si stia passando da una psicosi all’altra, complice un eccessivo allarmismo di certa stampa, lo conferma la corsa ai vaccini. Il vaccino contro la meningite è importantissimo dove indicato, e per le categorie indicate. Invece stiamo assistendo ad adulti in perfetta salute che abitano in zone dove non è presente la meningite che però corrono a vaccinarsi. Un esempio? Solo in Lombardia nel 2016 (fino a novembre) 7122 persone si sono vaccinate contro la meningite di ceppo B, mentre nel 2016 – nello stesso periodo – erano 1795. Ma i casi di meningite non sono aumentati. Dunque come si spiega?

Il paradosso: da un paese contro i vaccini, a un eccesso di vaccini

E’ una vittoria dei vaccini da salutare con entusiasmo, visto che in Italia esiste un pericoloso fronte di persone contro i vaccini? Non esattamente. Dato che, se non vaccinare i bambini per alcune malattie è molto pericoloso, vaccinare inutilmente adulti, categorie non a rischio in zone non a rischio, è completamente inutile e molto costoso. Dalla Regione Lombardia hanno parlato di decisione “incomprensibile dal punto di vista scientifico”, nonché “dettata dalla paura, dato che non c’è nessuna epidemia in corso” (Maria Gramegna, ufficio di Prevenzione della Regione).

Non tutte le forme di meningite sono contagiose

La situazione dunque è paradossale: se l’Italia ha un serio problema con i vaccini, e cioè di genitori che colpevolmente non vaccinano i propri figli, ora si sta passando alla reazione opposta, altrettanto ingiustificata e dettata non dalla ragione ma dalla paura e dalla scarsa informazione. Anche a Roma si sono viste file per vaccinarsi contro la meningite, soprattutto dopo il caso della maestra morta qualche settimana fa. Eppure, la maestra che insegnava alla Garbatella, non è morta di meningite da meningococco (quella che si trasmette con la saliva e che contagia) ma da meningite da escherichia coli, che non ha rischi di trasmissione da persona a persona.

Perché in certe ragioni ci si vaccina e in altre no

Come mai in Toscana, ad esempio, c’è una campagna preventiva di vaccini che riguardano anche gli adulti e in altre regioni no? Semplicemente perché in altre regioni non ce n’è bisogno. Nemmeno in tutta la Toscana l’intera popolazione è stata vaccinata, ma solo nelle zone dove si è diffusa maggiormente la meningite e principalmente tra le categorie più a rischio (bambini, giovani, persone con deficit immunitari o problemi respiratori, anziani). In pratica ci sono zone del paese dove l’incidenza della meningite da meningococco è più alta della media, e dunque si diffonde maggiormente. Più alta della media non vuol dire che sia anomala, dato che la media si fa appunto tra valori diversi tra loro (più alti e più bassi).

Perché non vacciniamo tutti?

E’ una domanda che si stanno facendo in tanti in queste ore. Le risposte possono essere tante. Ad esempio perché è impossibile e inutilmente costoso. Per questo è importante che i vaccini siano mirati. Ovvero, lo ripetiamo ancora, alle categorie indicate, soprattutto nelle zone indicate. Ma per evitare inutili allarmismi chiedetevi come mai, se i dati sono in linea con l’anno scorso e gli anni precedenti, non vi siete fatti questa stessa domanda (perché non mi vaccino?) anche gli altri anni. Come mai solo ora? Forse perché stiamo vivendo una piccola psicosi dettata da paura e informazioni non sempre corrette. Ad esempio, le numerose bufale che girano sui social network di sicuro non hanno aiutato…

State attenti alle bufale

Non è vero che la meningite è portata in Italia dagli immigrati provenienti dall’Africa. A parte che non esiste alcuna prova di un contagio partito da un immigrato africano, la spiegazione è ancora più semplice: è un altro tipo di meningite. In Europa i tipi di meningococco più diffusi sono quelli B e C. In Africa A, W-135 ed X. Dunque, per farla breve, la meningite presente in Africa non è la stessa presente in Italia. I medici e ricercatori più autorevoli hanno confermato questo fatto e hanno sottolineato ancora una volta che non c’è alcun allarme meningite. Il consiglio è di non informarsi leggendo post a caso su Facebook, nè sui giornali – che hanno spesso sbagliato – ma sui siti istituzionali del ministero o delle singole regioni, o chiedendo al vostro medico di famiglia. E soprattutto, non condividete a vostra volta informazioni non verificate: alimentereste l’allarmismo e la disinformazione.

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