Neonato – primo mese di vita: consigli su come affrontare l’arrivo di un bebè e risolvere eventuali problemi

Primo mese del neonato: consigli pratici per gestire l’arrivo del bebè a casa – dal sonno, l’allattamento, il pianto, i pannolini, i bagnetti ed i massaggi, al come affrontare i cambiamenti delle dinamiche nel rapporto di coppia con il partner.

Neonato primo mese di vita

Quando nasce un bambino la vita di coppia subisce una trasformazione significativa. Tutto cambia nella nuova relazione a tre e questo, in molti casi, può dare luogo a dei problemi difficili da superare se non ci si sostiene a vicenda. Quali sono le priorità? Come riorganizzare la routine e il rapporto di coppia? Per molti le difficoltà col neonato nel primo mese di vita a casa possono essere davvero tante, vediamo come superare le paure, i consigli non richiesti e vivere il più serenamente possibile questo momento, per molti versi faticoso, ma assolutamente magico, col proprio partner.

Vedi anche: Dopo quanto tempo il neonato può uscire di casa

Neonato, primo mese di vita a casa, come gestire la vita a tre

Al rientro a casa col neonato sono tante le paure che possono assalire la nuova coppia di genitori, soprattutto se si tratta del primo figlio. La nuova famiglia avrebbe bisogno di stare da sola, in modo da riorganizzare il nuovo nucleo o, se si sente la necessità, solo con pochi intimi, familiari o amici. Purtroppo appena si arriva a casa col bebè accade esattamente il contrario. Orde di parenti e amici si riversano a casa del neogenitori, creando, sovente, caos e confusione. Bisognerebbe ridurre il più possibile le visite almeno nella prima settimana dall’uscita dall’ospedale. In questo periodo, infatti, mamma e bambino trovano i loro ritmi scanditi dall’allattamento, in special modo per quello naturale.

La mamma dovrebbe dare sempre la priorità al piccolo e, per tanto, andrebbe aiutata nelle faccende di casa. In questo particolare momento che vive la donna, il ruolo fondamentale del papà è quello di proteggere il nuovo nucleo familiare. Dovrebbe quindi fungere da filtro con la realtà esterna e dare sicurezza alla mamma. Molto spesso accade che subito dopo il parto la mamma soffra di quello che viene chiamato baby blues, una sindrome che non è una vera e propria depressione, ma che causa sconforto e frequenti crisi di pianto. La causa è lo sbalzo ormonale conseguente al parto e all’allattamento. Il padre diventa in questo caso determinante. La cosa migliore è quella di prendersi cura della propria compagna, sostenendola e incoraggiandola.

I ritmi cambiano, riorganizziamo la giornata

Il primo mese è tra i più duri. In questo periodo, infatti, il neonato allattato a richiesta chiede cure costanti. Nuovi studi spingono verso un maternage ad alto contatto. Questo modo di accudire il piccolo implica un’attenzione costante per il bambino, quindi allattamento naturale a richiesta (ma anche l’allattamento artificiale può essere a richiesta) e contatto col piccolo tramite fascia. L’uomo potrebbe, in questa condizione, sentirsi messo in disparte, tuttavia, se saprà mantenere il suo ruolo si sentirà più coinvolto e attivo. Per esempio, mentre la mamma allatta il papà può accarezzare la compagna o farle dei massaggi che distendano la muscolatura.

Una volta conclusa la poppata può occuparsi del bambino cambiandolo, facendo il bagnetto e massaggiando il neonato, magari sdraiando il bambino sul suo petto pelle a pelle. Aiutare la compagna nello svolgimento delle faccende domestiche, soprattutto nei primi mesi è importantissimo per la coppia, perché si consente alla mamma di riposare e di avere più tempo a disposizione da condividere con bimbo e papà. Le poppate notturne sono molto frequenti, dove possibile il papà dovrebbe aiutare la mamma a sentire meno il peso della fatica, magari aiutandola a gestire quelle situazioni delicate che si creano se il bambino soffre di coliche o di reflusso.

Consigli non richiesti, come difendersi

Il primo mese a casa col neonato può essere molto stressante anche per le pressioni esterne che, soprattutto, la mamma riceve. Importantissimo il ruolo del padre che deve avere fiducia nella propria compagna e sostenerla. Molto spesso, infatti, amici e parenti si sentono in dovere di giudicare l’accudimento materno, sfoggiando perle di saggezza sull’allattamento, sul come e quando tenere il bambino in braccio, su come cambiarlo, quanto lavarlo, insomma, un vero disastro soprattutto per quelle mamme che hanno difficoltà a riorganizzare la vita familiare dopo il parto.

Consigli pratici per affrontare il primo mese del neonato a casa

Gestire un neonato di pochi giorni è difficoltoso, ma con un po’ di pazienza si trova presto un nuovo equilibrio. Cerchiamo di allattare a richiesta in luoghi poco rumorosi. Se il bambino soffre di coliche usare la fascia aiuta a ridurre il problema. Se il bambino nella culla piange, lasciarlo urlare non servirà a renderlo più forte e indipendente, ma bisogna anche essere consapevoli dei rischi che si corrono quando si sceglie di condividere il letto con il neonato. Ascoltiamo piuttosto quella che è una sua richiesta di accudimento. Tutte le donne, salvo gravi problemi, possono allattare, non scoraggiamoci e se all’inizio sembra difficile e se pensiamo di averne necessità chiediamo l’aiuto di una consulente. Facciamo assieme al papà il bagnetto, sarà tutto più facile e decisamente più coinvolgente. Non perdiamo mai di vista il fatto che la famiglia in tre è più ricca, anche se deve riorganizzarsi.

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