Parto cesareo elettivo o d’urgenza, cosa bisogna sapere prima e dopo

Quando è consigliato il cesareo elettivo (o d’urgenza) e come ci si prepara non solo prima ma anche dopo, durante la convalescenza.
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Le line guida del Ministero della Sanità prevedono un parto cesareo elettivo per patologie della madre o per problematiche inerenti il feto. Nel primo caso si tratta per lo più di patologie quali problemi alle vertebre di grave entità, rischio accertato del possibile distacco della retina, casi gravi di diabete, precedente taglio cesareo, placenta previa. Nel secondo caso si procede col parto cesareo se il feto è in posizione podalica, se ha malformazioni particolari, in caso di parto gemellare in cui il primo feto sia podalico, mancato impegno o cattivo impegno del collo dell’utero, sproporzione fetopelvica.
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In caso di cesareo programmato, in genere dalla 37° alla 39° settimana, ci si deve presentare in ospedale nel giorno concordato, preferibilmente con qualche ora d’anticipo rispetto a quella fissata per l’intervento. Bisogna essere a stomaco vuoto, si tratta di un intervento chirurgico vero e proprio. Dopo la visita alla madre e al feto si inizia la preparazione che può differire secondo la struttura ospedaliera. Generalmente viene effettuata una tricotomia pubica e un clisma. Il feto viene monitorato tramite cardiotacografo e, se necessario, anche con un’ecografia. Si procede quindi con l’anestesia, epidurale o spinale. La madre resta cosciente durante l’intervento che è indolore.

Cesareo d’urgenza e cesareo d’emergenza: la differenza

Il cesareo non elettivo può essere d’urgenza o d’emergenza e viene praticato quando si presentano, durante il travaglio, condizioni tali per cui non sia più possibile partorire per via vaginale. Uno dei casi più frequenti è un impegno scorretto dellatesta del bambino. In questo caso è molto probabile una certa sofferenza fetale che, se non grave, induce a un cesareo d’urgenza. Un altro caso è quello di distocia cervicale, quando cioè l’utero non raggiunge una dilatazione minima per procedere col parto naturale. Si parla di cesareo d’emergenza in caso di rottura delle pareti uterine, prolasso del funicolo o distacco della placenta. La preparazione è la stessa del parto cesareo elettivo, naturalmente svolta in tempi molto rapidi.
Cosa succede durante l’intervento e cosa succede dopo
In caso di parto cesareo non elettivo, l’anestesia potrebbe essere totale, se non sussistono le condizioni di necessità si potrà procedere con epidurale o spinale come nel caso di cesareo elettivo. Spinale ed epidurale vengono eseguite tra 2° e 4° spazio intervertebrale della regione lombare, con schiena curva e dopo un’inieziondi anestetico locale. Non si sente quindi dolore. L’effetto della spinale è immediato, circa un paio di minuti, con l’epidurale possono trascorrerne anche 5 o 6. Nel caso dell’epidurale verrà lasciato un catetere per la somministrazione di ulteriori anestetici. L’intervento dura dai 30 ai 40 minuti, ma il bambino viene fatto nascere dopo circa dieci. Viene quindi richiusa l’incisione effettuata nell’utero, peritoneo ed epidermide dopo aver estratto la placenta. Se non vi sono complicazioni per mamma e bambino, il piccolo viene portato quasi subito dalla madre che è perfettamente in grado di allattare.
Parto cesareo elettivo: tempi di ripresa
I tempi di ripresa sono abbastanza rapidi, si viene dimessi in circa tre giorni. Nelle prime tre settimane successive all’intervento è consigliabile non sollevare pesi e non fare sforzi. Dopo circa un mese si può riprendere anche la pratica di attività fisica e sportiva leggera. Dopo sei mesi la cicatrice dell’utero è perfettamente saldata. Dal punto di vista estetico la cicatrice non crea problemi, infatti, è molto piccola, una mezzaluna di circa 15 cm sulla linea di crescita dei peli pubici, per cui abbastanza invisibile. Dal punto di vista psicologico, in caso di cesareo d’urgenza, può necessitare un supporto.

Dopo un intervento cesareo è possibile partorire in modo naturale se sussistono le condizioni idonee.

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