Gravidanza terzo mese: cambiamenti e quel pancino che cresce

Il terzo mese di gravidanza è il giro di boa: diminuiscono progressivamente i disagi e anche i timori, visto che il trimestre più delicato volge al termine. E la pancia inizia a vedersi…

Donna gravidanza notebook

Gravidanza, terzo mese: eccovi vicine a superare il primo “gradino”, completando il primo dei tre trimestri. Se avete mantenuto il segreto sulla vostra gravidanza, approfittate per godere di questo momento di riservatezza e concentratevi su voi stesse e la vostra nuova famiglia in crescita, ascoltando con fiducia i cambiamenti del corpo. Non durerà a molto perché la pancia inizia a manifestarsi…

Vedi anche: gravidanza secondo mese, cambiamenti, timori

La mamma

La nausea si attenua, gli sbalzi d’umore iniziano a rientrare nei ranghi e voi vi siete già un po’ abituate all’idea. Ancora non siete in grado di avvertire i movimenti del piccolo: il vostro utero è grande all’incirca come un’arancia, e lavora a pieno ritmo per farsi spazio. Alcune potranno sentirsi particolarmente stanche e assonnate: assecondate questo bisogno ogni volta che potete, senza tralasciare però una blanda attività fisica.

Il vostro peso continua ad aumentare, ed è giusto che sia così. Se la cosa vi dovesse mettere a disagio, fate caso a quanto sono folti e luminosi i vostri capelli e setosa la vostra pelle! Attenzione invece all’igiene dentale, in questo periodo denti e gengive sono maggiormente esposti a carie e fragilità. Una curiosità: a partire da ora avrete più sangue in circolo e il vostro cuore batterà un po’ più velocemente.

Potreste incominciare a informarvi per un buon corso preparto.

Il bambino

In questa fase, che comincia a 8 settimane + 6 giorni e finisce a 13 settimane + 1 giorno, il piccolo crescerà sino ad arrivare a circa 7 cm per 15 g di peso, e assumerà fattezze sempre più riconoscibili: polsi, caviglie, dita, palpebre, unghie… tanti “dettagli” sono già al loro posto e nell’ecografia lo si potrà vedere che sgambetta, muove le mani, beve il liquido amniotico.

Anche gli organi sessuali sono già formati, ma non è ancora possibile distinguerli. La placenta, organo incredibile nelle sue molteplici funzioni, cresce insieme al feto restando… al suo servizio.

Gli esami da fare

Il ginecologo in genere chiede di ripetere mensilmente le analisi delle urine e del sangue (incluso il Test di Coombs, solo nel caso in cui la mamma e il bimbo abbiano l’una il fattore RH negativo e l’altro positivo), per escludere che la mamma abbia contratto la toxoplasmosi (tranquille, non è così facile prenderla, e se proprio capita vi verranno somministrati degli antibiotici specifici per minimizzare i rischi per il feto) o scongiurare infezioni delle vie urinarie.

A questo stadio è già possibile sottoporsi all’ecografia in cui si esegue la translucenza nucale: in sostanza l’operatore misura per via ecografica una zona della nuca del feto, indicativa di alcune condizioni particolari fra le quali la Sindrome di Down, la trisomia 13 e la trisomia 18 (il test individua il 90% dei bimbi coinvolti, con il 5% di falsi positivi).

Conoscendo il risultato della translucenza nucale, l’età e specifiche analisi del sangue della madre il medico è in grado di fare una valutazione statistica, chiamata Bi-test o Duo Test, che segnala la probabilità di un’anomalia. In caso positivo, i genitori possono decidere di approfondire la questione con la villocentesi, esame questa volta invasivo che consiste nel prelievo, con un ago, di un frammento di placenta per sottoporlo a un’analisi sul Dna; è opportuno considerare che questo esame comporta un lieve rischio di aborto, collocabile intorno all’1%.

Il papà

Se non è stata ancora rivelata ad amici e parenti la novità, lui si sta avvicinando a varcare davvero la soglia oltre la quale tutti lo guarderanno come un (quasi) padre, rendendo più ingombranti le domande: sarò capace? Sono davvero pronto? Sono abbastanza “grande”?

Gli esami che si eseguono fra l’11° e la 13° settimana per escludere eventuali anomalie potrebbero suscitare qualche preoccupazione: e se il piccolo non fosse sano? Niente panico: i pensieri angosciosi sono più che naturali, e tutto sommato alla vostra compagna non dispiacerà vedere che anche voi passate da momenti di orgoglio e sicurezza ad altri di sgomento e fragilità.

Affrontateli insieme a lei, senza perdere la calma e la lucidità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli correlati

Related Posts

Ben tornato!