Gravidanza e parto – Aborto spontaneo: le risposte alle domande più frequenti

Donna_depressa_abortoE’ un evento tanto drammatico, quanto inatteso. Abortire spontaneamente è veramente un lutto per tutta la famiglia, per la quasi mamma, l’aspirante papà e per i futuri nonni e zii.
Ma qual è la causa di questo fenomeno tanto diffuso, visto che coinvolge circa il 20, 25% delle donne? Perchè capita una o più volte di abortire spontaneamente? Quali sono gli esami a cui conviene sottoporsi? Dopo quanto tempo si può pensare ad un’altra gravidanza?
Queste sono le domande principali che attanagliano la mente della donna, quando si sente già mamma e poi, d’un tratto, si rende irrimediabilmente conto che il suo sogno è svanito.
I ginecologi spiegano che circa metà degli aborti spontanei sono causati da alterazioni genetiche. Si tratta, insomma, di anomalie cromosomiche dell’embrione che possono verificarsi anche se entrambi i genitori sono geneticamente sani.
Ci sono poi cause anatomiche, che riguardano cioè o la struttura stessa dell’utero, oppure situazioni contingenti come infezioni uterine o fibromi. In questo caso, il medico vi consiglierà di sottoporvi ad un’ecografia vaginale.
Se il ginecologo sospetta invece altre motivazioni legate per esempio a disfunzioni endocrine, come problemi della tiroide, che sono piuttosto frequenti, saranno altri gli esami diagnostici che vi prospetterà.
Quali sono, invece i postumi di un aborto spontaneo?
Prima di tutto, non spaventatevi se le perdite di sangue dovessero continuare anche per due o tre settimane. E’ normale. Le mestruazioni potranno invece tardare di qualche giorno. Ciò è dovuto ad un fisiologico ritardo dell’ovulazione.
E per una successiva gravidanza?
Non ci sono cotroindicazioni, anche se i medici, soprattutto per ragioni psicologiche, consigliano di attendere qualche mese. Se vi sentite pronte, però, non c’è alcun motivo per aspettare. Anzi, ci sono donne che preferiscono riprovare subito a rimanere incinta, è per loro il modo migliore di reagire. Se invece, vi sentite ancora molto tristi e provate, non sentitevi in colpa. Prendetevi il tempo che ritenete necessario. L’importante è che non vi chiudiate in voi stesse, che troviate un interlocutore per condividere i vostri stati d’animo, l’amica del cuore, piuttosto che il proprio partner e perchè no, anche una chiacchierata con una terapeuta potrebbe esservi di grande sostegno.
E per evitare che questa situazione si ripresenti?
E‘ ovvio che non esiste la ricetta miracolosa. Certamente il buon senso aiuta. Un ritmo di vita meno stressante e un po‘ di tempo da dedicare a se stesse possono dare una mano per rinsaldare mente e corpo. Se fumate, cercate di smettere. Fate il possibile per alimentarvi in modo sano e corretto. Riposatevi ogni tanto e prendetevi, se potete, una vacanza. Sarà l’occasione propizia per mettere in cantiere un nuovo bebè.
Paola Scaccabarozzi
7 marzo 2011

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