Paolo Soldano ci parla del suo libro “Giapponesi si nasce”

CopertinaToh, il Giappone! Quasi come noi

La narrazione è a tratti tenera, sovente ironica, a volte stupita. Annoda flash, istantanee che ci immergono in un Giappone postmoderno che mette a dura prova i nostri preconcetti. Camaleontico, sfuggente. Divertente, anche. Sempre affascinante. Con “Giapponesi si nasce”, pubblicato in Italia da Aletti Editore, per la collana “Gli emersi – Narrativa”, Paolo Soldano ci racconta in pillole l’impero del Sol Levante. Lo pervade la curiosità, la stessa che instilla nei lettori, girovagando tra spezzoni di quotidianità.

Per poi regalarci un esilarante ed emblematico compendio delle sgrammaticate frasi dei suoi studenti di italiano: perle di – involontaria? – saggezza. Un viaggio che si conclude con una fulminante riflessione: “I giapponesi sono molto più simili a noi di quanto crediamo: solo che riescono a nasconderlo molto bene”. Soldano, 31 anni, giornalista, vive in Giappone dal 2007. Collaboratore di Donne sul web, scrive da Tokyo per A, Il Mondo, Equilibri.net
Con penna leggera, briosa, lei ci avvicina a una cultura che spesso appare inaccessibile. Ma avverte: comprendere è una parola impegnativa… Perchè?

Capire un’altra cultura è sempre difficile, per questo non ho spiegato nulla, ho scattato solo istantanee: al posto di una macchina fotografica ho usato la penna. E l’ho fatto senza la pretesa di avere nessuna chiave, solo spiando dal buco della serratura.
Il suo primo colpo d’occhio sul Giappone: cosa l’ha colpita di più?
Il giorno dopo essere arrivato a Osaka, nel 2007, giravo ancora un po’ confuso cercando di orientarmi nella mia nuova città: vidi una bambina di 6 anni che tornava a casa da scuola, caschetto giallo, cartella in spalla e calze al ginocchio. Rimasi sbalordito perché capii che era completamente sola, e lei impassibile mi rispose con un leggero inchino di una grazia dal sapore antico.
Aveva pregiudizi che ha poi definitivamente accantonato?

Pregiudizi no, solo una serie di stereotipi che spesso si associano a questo Paese: ho imparato che precisione e produttività, per esempio, non sono prerogative di tutti i giapponesi, dipende dalle persone.
Un errore rigorosamente da evitare nel Sol Levante?
Sottovalutare chi si ha di fronte, uomo o donna che sia, e insieme sopravvalutare se stessi.
Infine, uno sguardo dal Giappone sull’Italia: che idea hanno di noi?

Siamo simpatici, sorridenti, imprevedibili, compagni ideali per una cena in compagnia. Pregi che in qualche caso si trasformano in difetti quando si tratta di lavoro.
www.giapponesisinasce.com
Natascia Ronchetti

31 agosto 2010

 

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