Vini naturali, donne e pandemia. Cantina Marilina. Intervista

” Con o senza Covid  nel 2020 ci sarà la vendemmia” Afferma Marilina Paternò in questa intervista per Donne sul Web dove racconta le difficoltà del settore vitivinicolo durante la pandemia

Pionieri nella coltivazione dei vini naturali, sostenibili e biologici, Cantina Marilina si prepara ad affrontare le sfide future ai tempi della pandemia.

Era il 2001, quando Angelo Paternò arriva nella Val di Noto,  dopo aver maturato numerose esperienze professionali in giro per la Sicilia.

Nel 2007, inizia il progetto di costruzione della cantina, terminato nel 2009, concretizzando la sua idea iniziale condivisa con la figlia Marilina, oggi a capo dell’azienda Cantina Marilina.Sin dall’inizio, Cantina Marilina ha focalizzato la produzione su tre vitigni autoctoni: Nero d’Avola, Moscato e Grecanico, seguendo e assecondando le fasi naturali della vigna.

Cantina Marilina è in biologico dal 2001 mantenendo gli alberelli già esistenti che adesso hanno tra i 40 e i 50 anni. In questa intervista con Marilina Paternò, abbiamo parlato della crisi che ha toccato il settore durante il Covid-19, come Cantina Marilina ha reagito e le prossime azioni nella Fase 2.

cantina marilina intervista

In che modo il settore vitivinicolo  è stato investito da questa emergenza e come si intende fronteggiarla?

Il settore vitivinicolo, al pari di tutti i segmenti produttivi, ha avuto una considerevole battuta di arresto, in linea con quanto avvenuto nel resto del mondo. All’indomani del primo provvedimento assunto dal governo nazionale, a cui sono seguiti gli altri, abbiamo valutato tante possibilità e opzioni, facendo i conti con il ‘fermo biologico’, ossia la chiusura, che ha riguardato i ristoranti, dunque tutto il mondo HO.RE.CA.

La campagna invece ha vita propria. La natura, ossia i cicli vitali di produzione non possono essere arrestati. Dunque la campagna ha proseguito nel proprio lavoro, abbiamo chiuso ad iniziative e piccoli eventi, come per esempio le degustazioni. Ci siamo allineati ai provvedimenti per salvaguardare i nostri amici visitatori e le nostre famiglie.

 Cantina Marilina ha sempre investito in sostenibilitá e territorialità e nell’ambiente. Come oggi questi concetti possono essere valorizzati alla luce di una nuova visione economica?

Rappresentano un valore intrinseco della cantina stessa, al pari delle tipologie di uve che vengono coltivate e alle referenze che produciamo. Essere in biologico è stata la scelta compiuta nel 2001 che abbiamo confermato e valorizzato anno dopo anno, investendo sulla sostenibilità, considerata il valore aggiunto che proponiamo.

Chi sceglie i nostri vini sa di poter trovare questo. Di fatto, non c’è una nuova visione economica legata a questi requisiti, perché sono proprio essenza vitale dei nostri cicli produttivi, dalla raccolta delle uve, sino all’imbottigliamento, avendo l’accortezza di utilizzare per le etichette carta biodegradabile, bottiglie in vetro riciclabile e tappi in sughero naturale. Requisiti che ci sono sempre stati e che continueranno ad accompagnarci domani. Adesso spero che il mondo intero capisca quanto importanti siano questi valori.

Quali cambiamenti sono necessari da fare in questo settore per pensare ad un futuro più sostenibile?

La sostenibilità di ciò che ci attende domani va assicurata scegliendo cicli produttivi naturali. Noi lo facciamo già da anni. In tempi non sospetti abbiamo creato proprio una cantina che avesse come core business i nostri vini naturali, anche quando siamo stati considerati ‘visionari’. Abbiamo costruito il nostro mercato, abbiamo cercato e trovato nicchie di vendita, abbiamo sperimentato ciò in cui credevamo.

marilina paterno

Oggi, siamo fieri di quelle scelte che si sono dimostrate il forte perno su cui ruota tutta la nostra produzione, apprezzata in Sicilia, in Italia e all’estero, con commesse molto importanti ben oltre i confini europei (dove tra l’altro siamo presenti in Russia, Inghilterra, Francia, Spagna, Repubblica Ceca e Svizzera – oltre all’Italia), basti pensare ai nostri importatori in Stati Uniti, Canada, Giappone, Perù, Australia, Corea.

La magia del vino siciliano custodisce la storia di tantissime famiglie e aziende che ci hanno creduto per decenni, in alcuni casi anche per secoli. La nostra è una cantina relativamente giovane che ha fatto scelte di produzioni un po’ in controtendenza e che è cresciuta grazie a chi ha creduto profondamente nella nostra idea di sostenibilità. I nostri vini hanno dentro il sole e il vento della Sicilia, l’amore per la terra, l’idea di ambiente e la forza delle nostre idee.

Quale fetta del mercato bisogna rivedere nel settore enologico, se quello interno o l’export?

Diciamo che oggi va potenziato certamente l’export perché immaginiamo diventerà la nuova e interessante frontiera a cui riferirsi. E poi un occhio di riguardo, proprio perché ci teniamo innanzitutto come persone e come siciliani, sarà rivolto agli amanti del vino della nostra Isola.

Quali sono le sfide di una giovane imprenditrice siciliana nella Fase 2?

Innanzitutto esserci! Credo sia la sfida più pregnante e al contempo l’unica che abbiamo innanzi. La fase 2 recentemente annunciata dal Premier Conte non ha fatto un cenno specifico all’attività vitivinicola. Come accennato prima, i cicli produttivi non possono essere fermati, è la natura stessa che scandisce ritmi e tempi. Anche quest’anno, con o senza Covid-19, ci sarà la vendemmia.

Andremo a forgiarla in base ai dispositivi normativi anche in termini di sicurezza, innanzitutto tra le persone che lavorano con noi. La fase due ci vedrà assolutamente impegnati nelle vendite tramite spedizioni. Oggi, e questo è il risultato certamente più bello e tangibile, ci scrivono e ci chiamano tantissimi privati che hanno assaggiato i nostri vini o ne hanno sentito parlare o ancora ci seguono sui canali social, e ci chiedono piccole forniture per casa.

È una gratificante soddisfazione, dà la misura che siamo nelle case dei siciliani, degli italiani e di quanti vivono in Europa e all’estero e magari, così come pare, temono che non potranno venirci a trovare nei prossimi mesi. Così ci scrivono e ordinano le bottiglie che più hanno nel cuore! Queste sono le sorprese che, anche in questo periodo di stasi, la vita professionale ci riserva. Per il resto, la cantina continuerà con i propri progetti inside in attesa che si passi alla fase operativa vera e propria.

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