Francesca Petrei Castelli, Verrigni pastificio. Intervista

“Noi donne imprenditrici per esigere il rispetto che ci compete non dobbiamo richiedere “sconti” o agevolazioni ma porci sullo stesso piano dei nostri colleghi uomini” Racconta a Donne sul Web Francesca Petrei Castelli a capo del pastificio Verrigni in questa intervista dove si parla di qualità italiana, prodotti bio e smartworking.

Francesca-Petrei-CastelliSostenibilità, qualità e artigianalità, sono ancora oggi i principi che hanno fondato “Verrigni”, l’antico pastificio rosetano nato nel 1898 da Luigi Verrigni, e oggi guidato da Francesca Petrei Castelli e Gaetano Verrigni, con la stessa passione e rispetto per il passato. Materia prima sempre e solo italiana, una sapiente trafilatura in bronzo ed un’essiccazione lenta fanno di Verrigni un’azienda artigianale che si fa portavoce di alcuni valori come il biologico e biodinamico. Francesca Petrei Castelli ci ha raccontato cosa significa essere a capo di un’azienda con una solida tradizione ed eredità e traghettarla verso il futuro.

 In che modo Verrigni ha continuato la sua filosofia dal 1898 ad oggi? 

La nostra azienda ha operato delle scelte precise che si evidenziano nella volontà di utilizzare solo materie prime italiane lavorate a bassa temperatura con procedimenti antichi e molto lenti. Cambiare qualcosa significherebbe snaturare il prodotto e competere con realtà industriali che svolgono un’altra funzione sul mercato sicuramente non rivolta all’alta ristorazione e ai gourmet appassionati che sono per lo più il nostro pubblico.

Quali sono stati i passaggi verso un’azienda moderna e quali elementi avete invece tramandato dalla fondazione?

Naturalmente i nostri macchinari e le attrezzature varie hanno subito migliorie e aggiornamenti ma è restata inalterata la temperatura di essiccazione , quest’ultima avviene a fasi , in movimento e garantisce quella sottile e gradevole dolcezza che differenzia la nostra pasta.Tradizione e aggiornamenti hanno determinato un felice connubio tra vecchio e nuovo che ci permette di stare al passo coi tempi senza perdere le caratteristiche fondamentali del nostro prodotto.

pastificio verrigni

 Sostenibile, biologica, artigianale. Queste, alcune delle caratteristiche sulle quali si basa la sua realtà imprenditoriale. Cosa significa Made in italy oggi e su che cosa deve puntare?

La nostra attenzione all’ambiente, recentemente manifestata anche dal passaggio a confezioni riciclabili, trova la sua massima espressione nelle linee biologiche soprattutto realizzate con grano bio Cappelli. Quest’ultimo è un grano antico e non oggetto di modifiche strutturali del dna ,atte ad aumentarne la produzione, che è rimasto quindi molto vicino alla struttura originaria del seme. Lavorare vera materia prima biologica si può, come pure si può fare dell’ottima pasta con grano italiano. Questo è per noi il vero made in Italy: materia prima italiana lavorata in Italia.

Pasta verrigni

Attualmente infatti si può definire invece made in Italy un prodotto la cui sola ultima fase di lavorazione avviene nel nostro Paese. Un esempio: l’ultima cucitura di un abito realizzato in India, l’aggiunta di acqua ad un concentrato di pomodoro fatto in Cina, la pastificazione di una semola extracomunitaria in un pastificio Italiano

Come avete reagito alla crisi pandemica e quali sono gli obiettivi futuri?

La crisi è crisi per tutti,più o meno. Noi lavoriamo con la ristorazione  e coi negozi di specialità, molto meno in qualche linea GDO che seleziona prodotti di alta gamma e si tratta di attività che hanno avuto un “fermo” quasi totale. Ovviamente ci riprenderemo e vogliamo crederlo fermamente perché la qualità, dicono, paga sempre e ci auguriamo che venga sempre riconosciuta dal consumatore. Leggere le etichette, non risparmiare proprio su ciò che mangiamo sono due regole che tutti dovremmo sempre tener presenti.

 Donna e Impresa. Un binomio sempre piu’ efficace e vincente in italia. Quali sono ancora i gap da colmare?

Si sono fatti passi da gigante in questo campo, non mi sono mai sentita discriminata e ritengo che sarebbe opportuno-per esigere il rispetto che ci compete come lavoratrici – non richiedere “sconti” o agevolazioni ma porci sullo stesso piano dei nostri colleghi uomini con professionalità ed impegno. In particolar modo invito le mamme a considerare la maternità un dono meraviglioso che però non deve penalizzare il posto di lavoro ed anzi deve rappresentare quel quid in più di noi donne nel vivere questo enorme vantaggio umano ed emotivo con coscienza e presenza nella propria attività lavorativa. Lo smart working ci ha insegnato che è possibile, lo applicherei anche nei mesi di assenza dal lavoro per non gravare troppo, soprattutto a livello organizzativo, sull’azienda della quale si fa parte.

 

 

 

Related Posts

Ben tornato!