SpaceX, chi ci guadagna. Vale la pena seguire i sogni di Musk?

SpaceX Crew 11 Nasa

Le azioni SpaceX sono quotate al Nasdaq, dopo mesi di entusiasmo social e copertura mediatica intorno a Elon Musk. Il titolo è ormai sul mercato, ma la domanda resta aperta: chi guadagna davvero e chi, invece, compra una società con un prezzo eccessivo e un progetto ancora in parte da realizzare?

Per capirlo bisogna fare un passo indietro e guardare i numeri di oggi: da cosa guadagna davvero SpaceX, quante promesse di Musk si sono realizzate e perché molti investitori considerano il prezzo in Borsa troppo caro rispetto ad aziende tecnologiche quotate da anni, con ricavi più consistenti, utili ricorrenti e bilanci più solidi.

In breve
SpaceX ha attività importanti nei razzi, nei satelliti e in Starlink. Ma il prezzo in Borsa incorpora anche promesse molto più ambiziose: intelligenza artificiale, xAI, X, l’ex Twitter, data center nello spazio, fabbriche sulla Luna e l’idea di portare fino a un milione di persone su Marte. A guadagnarci per primi sono Musk, soci fondatori, investitori storici, dipendenti con azioni e banche. Chi compra ora paga invece anche un futuro che non è ancora nei conti.

SpaceX: chi ci guadagna

La quotazione di SpaceX offre ai soci fondatori, agli investitori storici, ai dipendenti con azioni e alle banche che hanno seguito l’operazione una grande occasione per arricchirsi.

Il primo beneficiario è Elon Musk. Una salita del titolo nei primi giorni di negoziazione può aumentare ancora il valore della sua partecipazione e avvicinarlo al ruolo di primo trilionario al mondo. Ma non guadagna solo Musk.

A beneficiare dell’operazione sono anche gli investitori storici: fondi di venture capital, società di investimento private, soci vicini al fondatore e tutti quelli che hanno finanziato SpaceX quando era ancora privata e valutata molto meno. Per loro l’ingresso al Nasdaq non rappresenta l’inizio della storia, ma il momento in cui una parte del valore accumulato negli anni diventa visibile, liquidabile e spendibile.

Ci sono poi i dipendenti ed ex dipendenti con azioni o stock option. Secondo le stime circolate sulla stampa americana, migliaia di persone potrebbero diventare milionarie, mentre alcune centinaia potrebbero incassare cifre molto più alte. È il lato meno raccontato delle grandi operazioni tecnologiche: quando una società arriva in Borsa dopo anni di crescita privata, una parte enorme della ricchezza è già stata distribuita prima che il pubblico possa comprare il titolo.

Infine ci sono le banche. Goldman Sachs, Morgan Stanley e gli altri sottoscrittori fanno parte di un gruppo di 23 istituti coinvolti che incassano commissioni, prestigio e un ruolo centrale in una delle quotazioni più grandi e discusse degli ultimi anni. Se verrà esercitata anche l’opzione per collocare ulteriori azioni, la raccolta complessiva potrà salire ancora.

Chi rischia di rimetterci

Il rischio maggiore è per chi compra ora pensando di entrare in una società agli inizi Non è così. Chi compra acquista SpaceX oggi, compra una società già quotata con un prezzo eccessivo e con un progetto che in parte è ancora da realizzare.

Questo non significa che l’azienda di Elon Musk sia una società senza sostanza. Al contrario: ha razzi, satelliti, contratti pubblici, Starlink e una posizione strategica che poche aziende al mondo possono vantare. Il problema è il prezzo a cui tutto questo è stato venduto.

Tuttavia, dopo la quotazione in Borsa, non basta quanto sia stato fatto finora. L’azienda deve realizzare tutto quello che ha promesso oltre Starlink: Starship riutilizzabile, intelligenza artificiale, xAI, X, data center nello spazio, fabbriche sulla Luna e una presenza umana di massa su Marte.

Le promesse di Musk e il precedente Tesla e Twitter

Elon Musk resta il principale motivo dell’entusiasmo intorno a SpaceX. Tesla ha cambiato l’industria dell’auto elettrica, SpaceX ha rivoluzionato i lanci spaziali e Starlink ha costruito una rete satellitare globale. Questi risultati esistono e non vanno ignorati.

Il problema è trasformare ogni previsione di Musk in una certezza. Il precedente di Twitter, oggi X, pesa proprio per questo. Prima di acquistare il social network, Musk aveva presentato agli investitori stime molto ambiziose su ricavi e crescita degli utenti. Quei numeri non si sono mai realizzati: la piattaforma ha perso valore, pubblicità e stabilità.

Ma il prezzo in Borsa di SpaceX richiede un atto di fede: non basta ricordare i successi passati. È per questo che molti investitori pensano che chi compra SpaceX oggi acquisti soprattutto le idee di Elon Musk, più che i risultati del conto economico.


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Fonti: New York Times, Financial Times, Bloomberg, Wall Street Journal, Morningstar, SEC, Washington Post.

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