Draghi: ” Per l’Eurozona la ripresa sarà lenta”

Mario Draghi, presidente della BCE, in una audizione tenuta ieri al Parlamento europeo a Bruxelles, ha confermato che l’Eurozona continuerà nella sua lenta ripresa anche nel terzo trimestre del 2013.
Draghit17gennaio2012
Si sta rafforzando la previsione che l’attività economica dell’eurozona dovrebbe continuare la sua lenta ripresa nell’attuale trimestre nonostante i dati deboli sulla produzione del mese di luglio“, ha detto il presidente della Banca Centrale Europea, durante l’audizione al Parlamento europeo, confermando anche che: “la politica monetaria resterà accomodante per tutto il tempo necessario”. In seguito Draghi ha messo l’accento sulla scarsa propensione al credito da parte delle banche: «la dinamica del credito resta sottomessa, sono diminuiti i prestiti a privati e imprese e questo riflette lo stato del ciclo economico. E il miglioramento significativo della capitalizzazione delle banche dall’estate 2012 non si è ancora tradotto in credito più elevato”. Ciò nonostante, “l”attivita’ economica dell’Eurozona dovrebbe beneficiare del graduale miglioramento della domanda interna supportato dalla politica monetaria della Bce, e dalla rafforzata domanda di esportazioni europee.”

Draghi ha anche evidenziato come l’occupazione sia ancora un problema da risolvere: “E tuttavia – ha aggiunto il presidente della BCE – la disoccupazione rimane troppo alta e la ripresa necessita ancora di assestarsi”. Draghi, ha confermato di essere pronto, se necessario, a usare “qualunque strumento” per garantire la corretta liquidita‘ delle banche, incluso un nuovo prestito a tassi agevolati alle banche dell’eurozona nell’ambito del Piano di rifinanziamento a lungo termine della Bce. “La sua impressione e’ corretta”, ha poi detto il numero uno della Bce, rispondendo ad un deputato che gli chiedeva di confermare di non avere intenzione nel breve termine di allentare la politica monetaria a sostegno dell’economia.

Draghi ha poi confermato la sua intenzione di mantenere bassi i tassi di interessi, mettendo comunque in guardia dal rischio di tassi troppo bassi, pur ammettendo che al momento questo rischio non e’ presente:” Bassi tassi di interesse nel lungo termine comportano dei rischi che abbiamo visto nel passato e noi siamo molto sensibili ai rischi che possono esserci per la stabilità finanziaria derivanti da un livello molto, molto basso dei tassi. Finora, però, c’è una evidenza molto limitata che sia il caso” dice Draghi all’Europarlamento spiegando perché la politica monetaria della Bce resterà accomodante “per un esteso periodo di tempo”.

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