Carola Rackete libera: ha agito “all’adempimento di un dovere”. La reazione di Salvini

Carola Rackete news: è libera, per il gip ha agito regolarmente “all’adempimento di un dovere”, cioè salvare i naufraghi raccolti al largo della Libia. Il ministro Salvini l’ha presa molto male.

carola rackete news

Il gip di Agrigento non ha convalidato l’arresto della comandante della Sea Watch 3 Carola Rackete. La 31enne era agli arresti domiciliari, ora invece è libera. Era stata arrestata per aver ignorato gli ordini delle autorità italiane e aver fatto sbarcare 40 migranti che si trovavano a bordo da oltre due settimane.

Più forze politiche, con a capo il ministro Salvini, avevano chiesto l’arresto, ma per la giustizia italiana l’arresto non solo non è giustificato, ma la comandante avrebbe agito “all’adempimento di un dovere”, ovvero salvare vite umane.

E’ stato escluso anche il reato di resistenza e violenza a nave da guerra (l’incidente con l’imbarcazione della Guardia di Finanza), per il quale la comandante si era subito scusata ammettendo l’errore.

carola rackete capitano sea watch

Diversi giornali parlano ancora di “speronamento”, anche se tutti i testimoni presenti a bordo riferiscono che si è trattato di un piccolo incidente – non di un vero e proprio speronamento – provocato dal fatto che la motovedetta della Gdf si è messa in mezzo durante la lunga e complessa manovra di attracco della Sea Watch 3. Ma anche su questo sarà la magistratura a chiarire come sono andate effettivamente le cose.

Il gip di Agrigento inoltre precisa che la comandante, per la legge, ha agito secondo il diritto internazionale, mettendo al primo posto la salvaguardia delle vite umane e scegliendo il porto di Lampedusa perché obbligata, dato che né la Libia né la Tunisia sono considerati “porti sicuri”. Dunque Lampedusa era il posto più vicino da raggiungere dove portare le persone salvate.

Carola Rackete libera: c’è chi non l’ha presa molto bene, indovinate chi

Alla notizia della comandante in libertà, il ministro Salvini ha reagito piuttosto innervosito con una serie di tweet, post e dirette live molto dure.

salvini

In un post Salvini scrive che “per la comandante criminale Carola Rackete è pronto un provvedimento per rispedirla nel suo Paese perché pericolosa per la sicurezza nazionale”. In seguito ha attaccato direttamente il gip di Agrigento dicendo che “se vuole fare politica allora si candidi” (ma si potrebbe dire a Salvini che se vuole fare il giudice dovrebbe prendere una laurea in giurisprudenza, come hanno fatto notare in molti).

Reazioni simili anche da Luigi Di Maio, che chiede addirittura la confisca dell’imbarcazione, altra misura ritenuta molto improbabile da diversi esperti. Ma ovviamente a decidere sarà la magistratura. Nel frattempo la comandante Carola Rackete è libera e la Sea Watch 3 è ripartita verso Licata, dove sarà sottoposta a sequestra finché le indagini non saranno concluse.

La comandante ora deve restare a disposizione dei magistrati perché indagata per “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”.

La 31enne tedesca non alcuna intenzione di sottrarsi alla giustizia italiana: ha deciso di assumersi le sue responsabilità e di essere nel giusto. L’espulsione immediata richiesta da Salvini è stata negata anche per questo: Rackete deve restare in Italia per essere interrogata, mentre il ministro chiedeva che venisse immediatamente “accompagnata alla frontiera”.

Le fake news sul caso Sea Watch 3

Queste le ultime notizie su Carola Rackete. Ma purtroppo sul web su questo tema stanno girando molte di quelle che vengono chiamate “fake news”, ovvero notizie false, spesso diffuse anche dai partiti attualmente al governo.

Elenchiamo le più diffuse, con alcune precisazioni:

Poteva andare in Tunisia!

Perché la Sea Watch 3 non sia andata in Tunisia, puntando invece verso l’Italia, è stato spiegato già migliaia di volte, ma proviamo a farlo ancora.

In realtà la domanda gira in varie forme: perché non è andata in Tunisia? Perché non in Spagna? Perché non a Malta? Perché non in Libia? Le risposte ci sono. Ad esempio: la Libia non è considerato un “porto sicuro”, anzi, le persone scappano proprio da lì.

Nei centri di detenzione libici avvengono stupri, torture e maltrattamenti, anche su donne e bambini, e la situazione politica è del tutto instabile. Quindi, per legge, Carola Rackete non poteva portare i naufraghi salvati in Libia, proprio il luogo da dove scappavano. Ma nemmeno in Tunisia, perché non è in grado di accogliere migranti e perché non ha una legislazione sulla protezione internazionale, il che la esclude automaticamente dalla lista dei porti sicuri.

Perché non in Spagna è abbastanza semplice da capire: perché era troppo lontana, e la comandante è obbligata per legge a cercare il porto più vicino (non solo come distanza: in mare contano anche le condizioni meteo, dunque si cerca il viaggio più breve come tempistiche).

Malta? No, perché ha accolto già troppi migranti in proporzione al numero di abitanti e anche rispetto all’Italia (ricordiamo che Malta ha solo 450mila abitanti, l’Italia 60 milioni). In pratica la scelta obbligata, per Carola Rackete, era proprio l’Italia e Lampedusa. In Italia, ricordiamolo, non è in atto nessuna invasione e non è il paese che accoglie più migranti. Gli sbarchi, inoltre, sono in calo da anni.

I parlamentari sulla Sea Watch 3 banchettavano

Ha girato e sta girando molto una foto con i parlamentari italiani a bordo della Sea Watch di fronte a un pranzo incredibilmente abbondante, tanto da sembrare finto. E infatti lo è: si tratta di un maldestro falso, diffuso anche da un deputato leghista, Alex Bazzaro. La foto è completamente falsa. A sinistra potete notare la foto che gira, con la scritta aggiunta sul gommone e il lauto banchetto intorno ai parlamentari; a destra invece la foto vera.

bufala

Il padre di Carola Rackete è un ricco venditore di armi

Oltre agli insulti e le minacce girando anche tante bufale che riguardano la giovane capitana ma anche la sua famiglia. Una che sta girando riguarda il padre. Secondo chi la diffonde il padre di Rackete sarebbe un mercante di armi ricchissimo. In realtà è un ingegnere con un passato di esperienza militare, che si occupa da anni di sistemi difensivi di sicurezza utilizzati non solo in ambito militare. Dunque no, non è un ricco venditore di armi.

Vedi anche: Che cosa sta facendo il governo finora?

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