Politica Italiana – Fini a Berlusconi: dimettiamoci entrambi

Fini234«Berlusconi è diventato Premier anche grazie ai milioni di voti che venivano dall’accordo politico che Alleanza Nazionale fece con Forza Italia. Allo stesso modo – ha detto Fini – io sono diventato Presidente della Camera grazie ai voti dei parlamentari eletti con i voti di Forza Italia. Faccio una proposta: io sono disposto a lasciare la Presidenza della Camera se il Presidente del Consiglio è disposto a dimettersi, per tornare a chiedere l’opinione degli elettori, per tornare al voto popolare. Ma non illudiamoci, Berlusconi non lascerà la sua poltrona. Troverà sempre qualche disponibile per andare avanti. Questo è il suo intendimento». Questo è stato uno dei passaggi chiave del discorso di Fini durante il discorso che ha chiuso l’assemblea costituente di Futuro e Libertà per l’Italia, una sfida a Berlusconi. Sfida tanto ardita da prevedere, in alternativa, una proposta meno provocatoria e più politica, che ha come principale interlocutore l’ex alleato leghista che Fli mira a sottrarre al Cavaliere: federalismo costituzionale e legge elettorale, poi voto nel 2012. Questo è quanto detto ieri da Fini a conclusione dell’assemblea costituente del nuovo partito. Fini, poi, continuando nella critica a Berlusconi, ha detto: «La sovranità popolare non significa impunità, non significa infischiarsene della Costituzione, non significa essere al di sopra della legge. Neanche se si è eletti con il 99,9% dei voti. È molto doloroso vedere che per certi comportamenti che non hanno a che fare con la politica – ha aggiunto il Presidente della Camera riferendosi al caso Ruby – siamo diventati lo zimbello di tutto l’Occidente e non solo». Il presidente della Camera ha più volte sottolineato come i valori di riferimento del suo partito sono gli stessi che hanno portato alla nascita del Pdl, valori poi stati traditi perchè «il Pdl ha a cuore solo le cose che interessano Berlusconi e non quelle che interessano gli italiani. Pensano di poterci togliere l’aria dicendo che siamo diventati di sinistra, non è vero, i nostri valori non sono cambiati, sono gli stessi che avevamo quando siamo entrati nel Pdl. È il Pdl che ha distrutto questi valori e li ha resi ridicoli. Vorrei sapere qual è il tasso di riformismo del Pdl». 

«Creare Fli era l’unica strada che avevamo per non ammainare la bandiera che avevamo alzato del Pdl. È un atto di coerenza verso i principi e i valori del Pdl, di un Pdl grande e plurale schieramento di centrodestra. Il nostro sogno è di realizzare quello che doveva essere il Popolo della Libertà e che poi non è stato». 

«Si deve però constatare amaramente – ha aggiunto Fini – che quel progetto è fallito. E, quindi, la nascita di Futuro e Libertà è diventata inevitabile. Fli vuole contribuire a costruire non un “terzo polo”, ma il polo degli italiani o della nazione, per avere un bipolarismo degno di tale nome. Ovunque bipolarismo è il confronto fra i moderati che mette a margine gli estremi, mentre in Italia è il confronto fra gli estremisti che emargina la maggioranza moderata». 
Il presidente della Camera non ha mancato di lodare le parole del Capo dello Stato sulla necessità di abbassare i toni: «lo ha fatto – ha affermato Fini – non solo perchè ha chiaro il suo ruolo di far rispettare la Costituzione, ma anche per evitare un corto circuito e finire di delegittimare le istituzioni, ma ci sono ministri che non mi sembrano seguano queste indicazioni». Ieri Fini è stato eletto all’unanimità presidente di Fli, ma si è immediatamente sospeso per incompatibilità tra il ruolo politico e quello di presidente della Camera».

14 febbraio 2011

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