
Attualmente Assange è ricercato dall’Interpol, la polizia internazionale alla quale fanno riferimento 188 paesi. Sembra che sia nascosto in Inghilterra e che la polizia inglese sappia esattamente dove sia perché, lo stesso Assange, al suo arrivo a Londra l’abbia informato della sua permanenza in Gran Bretagna. Gli inglesi, però, prima di procedere all’arresto e di ledere i diritti di Assange, tra l’altro è cittadino australiano, vogliono conoscere bene le motivazioni.
Intanto, continuano i commenti sulle rivelazioni, in particolare sui rapporti preferenziali che Berlusconi intratterrebbe con Putin e i vantaggi che l’Eni ne ricaverebbe. Il dossier è tratto dai punti di vista dell’ambasciatore americano a Roma che, naturalmente vede le cose dal suo punto di vista o, se vogliamo, dal punto di vista degli interessi americani. Certamente che l’Italia, considerando l’amicizia personale tra Putin e Berlusconi, spesso in campo internazionale, si ponga di traverso per non creare frizioni con la Russia, in cambio di una politica energetica che favorisca l’Eni, è un argomento che gli USA non accettano di buon grado. Ma se il premier italiano, tra l’altro, riconosciuto ieri dalla Clinton, come il miglior amico degli USA, fa gli interessi del proprio paese, senza che di mezzo ci siano interessi personali, sembra essere più che legittimo, considerato che questo è il comportamento di tutti i leader mondiali, a cominciare dagli stessi americani.
2 dicembre 2010
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