In Indonesia le donne nell’esercito entrano solo se vergini

Indonesia: per essere ammesse nell’esercito e nelle forze di polizia le donne devono subire un test (“delle due dita”) che “comprovi” la loro verginità. Tutte le moralmente inadatte non hanno la mentalità giusta per le forze armate.

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L’Indonesia è un grande, grandissimo paese di cui sappiamo poco o nulla. Per dire: che è la quarta nazione sul pianeta per numero di abitanti lo sapevate? Quasi 250 milioni di residenti, il più popoloso tra gli stati a maggioranza musulmana. Un Paese formato da oltre 17 mila isole, una potenza regionale.

Ed è inoltre uno tra i tanti Paesi al mondo che accettano anche le donne all’interno dei loro reparti militari: con una piccola “peculiarità” in termini di selezione preliminare…

Solo donne vergini nell’esercito

All’interno delle forze armate indonesiane sono accettate donne, ma solo di comprovata moralità. E uno dei fattori che determinano la moralità femminile è il comportamento sessuale.

Così alle donne viene praticato un “test” per verificare la loro verginità. In sostanza si fa un’analisi dell’imene per verificare se è ancora intatto e se non ci sono stati rapporti sessuali.

Una prova manuale, spesso fatta anche da medici maschi.

L’associazione Human Rights Watch chiede l’interruzione della pratica

L’associazione Human Rights Watch ha parlato a proposito di questi test, per di più scientificamente infondati (l’imene può lacerarsi anche al di fuori di rapporti sessuali), come di una violenza di genere, vessatoria e discriminatoria.

Sempre Human Rights Watch aveva condotto nel 2014 un’identica campagna contro questi test usati anche nella polizia indonesiana, dove in molti casi si registravano per le donne controlli ginecologici (anche se la polizia indonesiana formalmente parla solamente di un controllo medico completo, negando quello sulla verginità).

Niente esercito per le donne con bassa moralità

Il quotidiano inglese Guardian ha raccolto le dichiarazioni di un portavoce delle forze armate indonesiane, Fuad Basya, che ha detto: “We need to examine the mentality of these applicants. If they are no longer virgins, if they are naughty, it means their mentality is not good” (“Dobbiamo esaminare la mentalità delle candidate. Se non son più vergini, se sono lascive, significa che la loro mentalità non va bene“).

Sempre Basya ha detto che i test continueranno perché per entrare nell’esercito la cosa più importante è appunto la mentalità.

Il test delle due dita

Sia per la polizia che per l’esercito Human Right Watch ha citato la pratica del test “delle due dita” per controllare la presenza dell’imene intatto.

11 donne appartenenti all’esercito, intervistate tra maggio 2014 e aprile 2015, hanno dichiarato di aver subito questo degradante test e molte hanno parlato delle devastanti conseguenze psicologiche e nella loro vita di coppia.

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