Grecia: turisti come spie antievasione. Scontro con l’Europa

Lo scontro Europa-Grecia diventa sempre più aspro. Da una parte si chiedono misure più stringenti, dall’altra si minaccia di lasciar passare clandestini e terroristi. E spuntano anche proposte un po’ bizzarre contro l’evasione…

Grecia

La Grecia dopo il cambio di governo e la salita al potere della colazione formata dalla sinistra di Syriza e dalla destra del partito del ministro della difesa Kammenos ha un rapporto, diciamo, traballante con le istituzioni europee e la Germania.

Facciamo il punto della situazione: si stanno susseguendo incontri bilaterali e riunioni dell’Eurogruppo per valutare la possibilità di prolungare gli aiuti ai greci (aiuti a loro volta subordinati a una serie di misure economiche che la Grecia vuole ampiamente modificare).

Usare i turisti come “spie” anti-evasione

Settimana scorsa il governo di Tzipras ha presentato in Europa un suo piano che in alcune parti a Bruxelles è anche parso abbastanza bizzarro (si legge sul Financial Times, ad esempio, che come misura di contrasto all’enorme evasione fiscale presente nella nazione ellenica era stata avanzata l’ipotesi di  usare turisti e studenti come una sorta di “ispettori non professionali” provvisti di strumenti di registrazione video e audio per incastrare chi evade).

I turisti secondo l’idea del ministro delle finanze Varoufakis potevano essere pagati a ora, agire in gruppi ristretti, per un massimo di 2 mesi. Del resto proprio la limitatissima forza di “controllori” fiscali ufficiali (secondo Varaufakis in Grecia sono solamente un centinaio) uno dei problemi per un vero contrasto all’evasione.

La lettera della Grecia ha suscitato in Europa reazioni dure. Sempre il Financial Times riporta un commento di un membro dell’Eurogruppo “Sarebbe ridicolo, se non fosse tragico, che un governo di un paese industrializzato se ne esca con questo”.

L’Europa chiede misure vere e in Grecia qualcuno passa alle minacce

Ovviamente a Bruxelles ci si aspettava che nelle 11 pagine di lettera di intenti ci fosse qualcosa di più sostanziale e un segnale volto alla prosecuzione del lavoro già impostato con i governi precedenti. La Grecia mira invece a chiedere un taglio o una ristrutturazione del debito. Dall’Europa si chiede anche un calendario preciso, con date per le riforme e i vari provvedimento.

Questa poca “malleabilità” ha suscitato anche reazioni molto forti, come quella del ministro della difesa Kammenos che ha minacciato di sospendere gli accordi di Dublino e dare ai clandestini, possibili terroristi compresi, documenti utili a viaggiare per il resto dell’Europa, in particolare in Germania.

Ovviamente tutte queste sono anche schermaglietattiche“: intanto però la Borsa di Atene ieri ha fatto segnare ancora un calo di oltre 4 punti percentuali e la Grecia non è stata inserita nel piano di riacquisto di titoli di stato cominciato proprio oggi dalla Bce.

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