Governo: Letta va avanti, ma la strada è piena di ostacoli

Dopo aver incontrato tutti i partiti in un sol giorno, Enrico Letta si è preso un giorno di riflessione e probabilmente scioglierà la riserva tra sabato e domenica.
Enrico-Letta-consultazioni
La trattativa, in particolare col Pdl, non è facile per Letta che ha l’incarico di formare il nuovo governo. Le differenze ci sono tutte e le pretese degli uomini di Berlusconi, sono molte. Così come complesso è stato l’incontro in diretta streaming con i rappresentanti del movimento di Grillo, ai quali ha detto che è arrivato il tempo del coinvolgimento e dai quali ha incassato un’opposizione dura ma costruttiva. Oltre al M5S, le chiusure nette sono arrivate anche da Sel, Lega Nord e Fratelli d’Italia.

Ma in realtà, quello che preoccupa di più, sono i malumori all’interno del Pd, il partito di cui Letta è segretario. Anche se ufficialmente i dissidenti non sono molti, (da Laura Puppato a Pippo Civati) in realtà il malessere è più ampio di quanto si voglia far credere. E la minaccia di espulsione dal partito per tutti coloro che non dovessero votare la fiducia, è una chiara dimostrazione di quanto forte sia l’opposizione interna alle larghe intese.

Matteo Renzi, invece, dichiara che sosterrà il governo che nascerà: “Saremo al suo fianco – dice il sindaco di Firenze – per mettere fine ad una delle pagine più brutte e inconcludenti della nostra storia. Ora arriva il momento nel quale gli auspici devono diventare realtà. Chi ha il coraggio delle proprie azioni deve arrivare in fondo, non deve disertare”.
Con tutta probabilità però, Letta accetterà l’incarico e si presenterà al presidente della Repubblica nel fine settimana, con una lista di 18 ministri.
Sulla carta il governo Letta dovrebbe partire da un bacino potenziale di 456 voti a Montecitorio e 239 al Senato, quindi uno scarto di 140 voti alla Camera e di 79 a Palazzo Madama.

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