Egitto: gay arrestati in un hammam in diretta tv come in un reality

Egitto gay prelevati da un hammam, ammanettati, arrestati e il tutto ripreso dalle telecamere di un noto programma televisivo. “La perversione collettiva si annida nel cuore della capitale”.

Egitto gay.

Egitto, gay arrestati, con tanto di riprese tv e ampia diffusione mediatica. 40 persone che frequentavano un hammam nella capitale Il Cairo sono stati arrestati dalla polizia. L’accusa del fermo è quella di depravazione e di “atti osceni”, seppur in questo caso le persone si trovassero in un club privato.

La Legge del paese nordafricano, attualmente sottoposto ad una dittatura militare, non ha specifiche norme contro l’omosessualità e la sua pratica ma si utilizzano leggi “indirette”, come quelle sopra citate, per combattere una campagna fortemente anti-gay.

Come in un reality show

Le circa 40 persone al momento presenti nell’hammam sono state fatte uscire in fila, completamente nude, ammanettate. Le immagini restituiscono un quadro quasi dantesco, con in più la presenza della reporter, ben visibile, che fa foto e filma.

Qualcuno degli arrestati è riuscito a coprirsi il viso con le mani, altri invece sono rimasti perfettamente riconoscibili nei loro lineamenti. Cosa che aggrava il fatto che tutta la scena è stata ripresa, come in un tremendo reality, dalle telecamere di una nota trasmissione, El Mostakhbi, con tanto di commento “giornalistico” della reporter Mona Iraqui.

“Perversione collettiva”

La stessa Irqui, descrivendo sul suo profilo Facebook quanto era successo, ha scritto “Nella prossima puntata sveleremo tutti i dettagli di questa perversione collettiva, che si annida nel cuore della capitale insieme all’Aids. Oggi è una bella giornata, la nostra trasmissione ha potuto distruggere un luogo di perversione tra uomini, cogliendoli in flagranza di delitto”.

Secondo Scott Long, di LGBT, la stessa Irqui sarebbe arrivata all’hammam ben prima della polizia, tentando di entrarvi ma tenuta all’esterno dai proprietari.

In Egitto soltanto il mese scorso otto persone hanno preso 3 anni di carcere per avere postato in Rete un video di un matrimonio gay. A maggio invece altre quattro persone sono state condannate con pene fino a 12 anni per essere stati sorpresi vestiti da donna durante una festa gay.

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