Sesso e disabili: l’ultimo tabù? Sul web una petizione

La vita sessuale dei disabili ancora oggi è vista come qualcosa da ignorare o evitare. On line si trova una petizione per istituire, sul modello di altre nazioni europee, una figura professionale che aiuti i disabili nella sessualità.

sessualita

Sesso e disabili, un argomento che normalmente si preferisce evitare, come se ci fosse qualcosa di scabroso e perfino immorale. Si tratta invece della cosa più naturale del mondo: anche i disabili, come tutti, non vogliono rinunciare alla propria sessualità. Ovviamente, spesso per limiti fisici – e in alcuni casi per limiti morali delle persone che hanno intorno – per le persone con disabilità le cose si fanno più difficili. Sono tante le storie di madri o fratelli che pagano prostitute per non togliere la gioia del sesso al proprio figlio o fratello disabile. Ma le prostitute non possono essere una soluzione, non essendo preparate. In alcune nazioni europee invece esiste la figura dell’assistente sessuale. Ad esempio in Svizzera, Danimarca, Germania, Svezia e Olanda, dove il servizio è addirittura a carico del servizio sanitario.

L’assistente sessuale: chi è e cosa fa

Questa figura di terapista sessuale non ha, ovviamente, niente a che fare con la prostituzione. Si tratta di una vera e propria terapista che va ad aiutare persone che hanno dovuto rinunciare ai bisogni sessuali, agli affetti e all’espressione massima del proprio corpo. Ed ecco quindi che con carezze, massaggi e giochi erotici, si aiuta chi non può scoprire il proprio corpo nemmeno da solo, magari perchè impossibilitato da una disabilità che non gli consente di usare le mani.

La petizione

In assenza di una normativa che venga incontro alle esigenze dei disabili è stato lanciato un appello in rete con la petizione “SI all’assistenza sessuale ai disabili…”. Dato che ai piani alti del Palazzo l’argomento non sembra tra le priorità, si tenta di creare un movimento dal basso. Infatti, come viene detto nella petizione, “le problematiche di questi servizi, assolutamente rifiutati in Italia, sono complesse perché riguardano l’etica, la cultura, le emozioni, i sentimenti, le relazioni e l’organizzazione, ma spesso questa complessità viene usata come pretesto per ritardare soluzioni possibili o per mascherare rifiuti consci o inconsci”.

The sessions

Nel frattempo c’è anche chi non aspetta i tempi – sicuramente non brevi – della legge italiana, e l’assistente sessuale ha già iniziato a farlo da un po’ di tempo, da autodidatta. Non solo: ha rotto il tabù del silenzio ed è uscita allo scoperto, spiegando com’è nata la sua esperienza di sex therapist. Si chiama Debora De Angelis, ha 31 anni ed è romana e ha iniziato a farlo per aiutare un amico. La figura della terapista sessuale è protagonista anche di un recente film – The Sessions – dove Helen Hunt interpreta appunto una sex therapist che fa scoprire le gioie del sesso a un giornalista paralizzato.

Altre informazioni sui temi dei disabili e il sesso si possono trovare nel sito dedicato all’argomento Loveability.it.

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