La giocatrice della nazionale di rugby femminile a sette neozelandese Portia Woodman non è passata inosservata a queste ultime Olimpiadi. Portandosi a casa la medaglia d’argento, la Woodman è una delle giocatrici di rugby più forti al mondo.
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“E’ dura perdere quando si viene da un oro, e questa non è stata la prestazione che volevamo. Ma non importa, è stato un grande onore. La missione della nostra squadra era quella di ispirare il mondo con le nostre maglie nere, e questo l’abbiamo fatto. Il mondo ora sa che il rugby femminile è una cosa seria”. Parole della star del rugby femminile Portia Woodman, campionessa della nazionale neozelandese, a caldo, tra le lacrime subito dopo la finale che le “nere” del rugby hanno perso con l’Australia. La Woodman è apparsa inconsolabile ma è stata incoraggiata dalle sue compagne di squadra. In seguito ha dichiarato che “Comunque non ho finito con le Olimpiadi: tornerò fra quattro anni”. Grande atleta e grande personaggio, dallo stile aggressivo ed elegante, vediamo chi è Portia Woodman.
L’atleta 25enne viene da una nazione, la Nuova Zelanda, dove il rugby è lo sport nazionale. La nazionale maschile, gli All Black, è famosa in tutto il mondo, conosciuti anche a chi non segue questo sport per il rituale, l’haka (una danza tradizionale maori), che eseguono prima di ogni partita. Ma anche la nazionale femminile è seguita e amata. La Woodman è la giocatrice di punta, ricoprendo il ruolo di “point scorer”, ovvero colei che mette il pallone in meta – ha un pubblico adorante che non perde neanche un match. Fra molti talenti notevoli che sono parte della squadra la Woodman però colpisce particolarmente. Figlia e nipote di due storici giocatori della nazionale di Rugby a quindici della Nuova Zelanda, la neozelandese sembra essere “costruita” per fare quello che fa. Dalla forza straordinaria, alla velocità impressionante, tutto il suo gioco è eccezionale. Le foto che la ritraggono nel corso di azioni ne immortalano l’impressionante potenza fisica e anche lo sguardo determinato.
A ispirarla è stata anche la zia
Ma la Woodman non ha ereditato il suo eccezionale talento solo dal padre e dallo zio, ma anche dalla zia, atleta che per anni è stata parte della squadra nazionale di Netball neozelandese, la Silver Fern. Il Netball, sport simile alla pallacanestro che ha molta popolarità proprio in paesi come la Nuova Zelanda e l’Australia, è stata la prima disciplina in cui si è cimentata la campionessa di rubgy in questione, che quindi si può veramente definire una “figlia d’arte”, e che lo praticava fino a pochi anni fa.
Fin da piccola, guidata dai parenti e dal padre, si è infatti dedicata all’atletica e al Netball, e si capisce dunque da dove arrivi la sua formidabile forma fisica. Ma un’atleta da sempre lodata per forza e determinazione, da sempre sotto i riflettori, con un ruolo importantissimo all’interno della squadra che può fare la differenza nel corso di una partita, in questo caso è ben lontana dallo stereotipo che la vorrebbe primadonna e “diva”.
L’atleta e la persona
Nonostante infatti le sue vittorie e il suo talento, la Woodman è famosa per essere una ragazza gentile ed alla mano, che non dimentica mai la sua squadra, anzi, che capisce che proprio un solido gioco di squadra permette una clamorosa vittoria. E che, soprattutto, dimostra un vero spirito sportivo anche nel saper accettare una sconfitta, avendo la forza di non incolpare gli altri di un proprio sbaglio, ma anzi imparando a riconoscerlo e riproponendosi di trovare il modo di evitarlo la volta successiva.
Ma soprattutto, la Woodman stessa ammette che senza l’incoraggiamento dei suoi famigliari e delle sue “sorelle”, ovvero le compagne di squadra, nulla di quello che farebbe sarebbe possibile.
Una ragazza umile e dal talento puro che, se anche a queste Olimpiadi ha guadagnato “solo” un argento, si dichiara prontissima a battersi per l’oro, sempre con lo sguardo rivolto in avanti, ma anche indietro, se a coprirle le spalle è qualcuna delle sue compagne

