Mamma va su facebook, scappo su Twitter

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Il mondo dei social network ormai ha un pubblico trasversale, è capace di coinvolgere persone di tutte le età, ma può anche essere un bel modo per trasgredire senza farsi notare. Almeno per quello che riguarda il rapporto genitori-figli.
Lo dice un sondaggio della ‘Pew Internet Research’, uno dei maggiori istituti per il monitoraggio della Rete: sempre più giovani americani mostrano il loro interesse per i ‘cinguettii’ di Twitter, considerato ancora più efficace e diretto rispetto a Facebook. Ma soprattutto più sicuro: perché ormai sono moltissimi gli adulti iscritti al social ideato da Mark Zuckerberg. E così per evitare il controllo dei loro genitori, o di persone adulte vicine a loro, i ragazzi si sono spostati su Twitter che per il momento coinvolge un pubblico più giovane.
E’ una specie di guardie e ladri, un nascondino tecnologico nel quale si devo studiare nuovi sotterfugi. Su Twitter, ad esempio, si può comparire solo con uno pseudonimo senza lasciare troppi dati personali: quindi quasi un americano su cinque tra i 12 e i 17 anni è iscritto lì perché lo considera più libero e meno opprimente, permette di stare solo con quelli che si vogliono frequentare, di mandare messaggi in privato.
Rimane sempre il problema di fondo dei possibili coinvolgimenti con pedofili, abusi sui minori, adescatori. I figli si nascondono, i genitori spesso non lo sanno. E così la sicurezza dei primi che dovrebbe dipendere dai secondi non è più così certa. In fondo basterebbe un po’ di dialogo in più.

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