Non lasciamo gli anziani soli

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Un milione di anziani si nutre poco e male perché ha il frigo sempre vuoto, rischiando una vera e propria malnutrizione. Ogni giorno mancano nel piatto 400 calorie per una alimentazione corretta, soprattutto le proteine contenute nella carne e nel pesce. Il dato inquietante emerge dal recente Congresso Nazionale della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (Sigg). I motivi? La crisi colpisce ogni fascia di età e gli anziani sono i soggetti più a rischio, il 69 per cento ammette di non riuscire ad arrivare a fine mese. E così si taglia sulla lista della spesa: i cibi nutrienti, come carne e pesce non entrano nella dieta, troppo costosi, meglio una tazza di latte con i biscotti e la pensione è salva. Solo che una dieta cosi povera, anche se fatta solo per un mese, aumenta del 25% la probabilità di ricovero in ospedale e accresce la mortalità in fisici già debilitati. «Non solo, la mal nutrizione incide in maniera molto negativa sullo stato di salute. Oltre ad aumentare la durata dei ricoveri, accresce il rischio di infezioni, piaghe da decubito, depressione, deterioramento cognitivo ed è associata a una maggior mortalità», dice Niccolò Marchionni, Presidente Sigg. «Per questo è importante riconoscerla in modo da intervenire modificando la dieta, adattandola alle esigenze e alle difficoltà dell’anziano. Purtroppo il vivere da soli, avere pochi mezzi economici e soffrire di disturbi del cavo orale o di malattie neurologiche incide pesantemente sulla qualità della vita». Le istituzioni dovrebbero creare più luoghi di aggregazione e rendere le città più sicure, ma anche noi nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa: coinvolgiamo di più i nostri genitori e nonni, , cerchiamo di ritagliare un po’ di tempo per loro, di fargli sentire il nostro affetto e calore.
Igiene dentale
Non si tratta solo di scarse risorse economiche, gli anziani mangiano male perché hanno problemi ai denti. Lo studio PASSI d’Argento, promosso dal Ministero della Salute e dalle Regioni con il supporto dell’Istituto Superiore di Sanità, ha dimostrato che il 16 per cento degli over 65, circa due milioni di persone, ha problemi di masticazione che richiederebbero l’intervento dell’odontoiatra. Eppure pochi vanno dal dentista. Nell’ultimo anno otto milioni non l’hanno fatto e tra i motivi principali c’è sempre la carenza di soldi. «Ma anche la paura del dentista è uno dei deterrenti: la maggioranza teme il dolore, l’anestesia, il trapano», continua Marchionni. «Anche il solo fatto di dover aspettare in sala d’attesa aumenta la loro inquietudine, anche se sanno che una buona igiene orale è importante. Per questo l’ambiente deve essere accogliente e curato. L’approccio con cui l’odontoiatra si rivolge è fondamentale. Se infatti il paziente si sente pienamente compreso sta già meglio, controlla di più le sue paure. E questo aiuta a tornare di nuovo dal dentista in caso di disturbi o per i controlli di routine, evitando il ricorso a trattamenti in emergenza, più rischiosi e dolorosi».
Combattere la solitudine
In una società basata sulla comunicazione, tra Internet, cellulare, radio, televisione e giornali, le persone si sentono sempre più sole. E la solitudine colpisce soprattutto gli anziani. Per combattere questa bestia nera è importante aumentare le attenzioni nei loro confronti. Invecchiare non è una malattia, è una realtà biologica. Ma occorrono modelli che riconoscano questa realtà e non venga operata una ghettizzazione anagrafica. E’ quindi necessario dare la giusta considerazione all’anziano. Questa può avvenire costruendo una città aperta, caratterizzata da condizioni di rispetto e sicurezza verso tutti i cittadini, creando luoghi di aggregazione e di svago. Ma anche noipossiamo fare molto. Non abbandoniamo i nostri cari, non sbuffiamo se il loro passo è incerto, se non capiscono completamente le parole dei nostri discorsi, se ripetono sempre le stesse cose. In una parola: non lasciamoli soli, soprattutto a Natale.

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