Medicina Quotidiana – Il raffreddore da fieno

Un tempo si chiamava così, oggi rinite allergica, il risultato, però è che chi ne soffre da Marzo a Giugno inoltrato si ritrova con il naso chiuso e gocciolante e, i più sfortunati, anche con gli occhi rossi e pruriginosi.
Si chiama allergia stagionale e i sintomi più frequenti sono: raffreddore, congiuntivite, prurito al palato.
Chi ne soffre lo sa e già da ora si preoccupa di procurarsi l’antistaminico che poi prenderà fino a Giugno (qualcuno anche fino a Luglio!!!). Quello che però molti erroneamente pensano è che questa sia una patologia per giovani e che, dopo una certa età non si possa più presentare.

“Dottoressa, ma io non ho mai sofferto di allergie, com’è possibile che mi venga ora?” mi chiede una signora di sessant’anni che da tre settimane non fa che soffiarsi il naso e grattarsi gli occhi.

Purtroppo è possibile. Le mutate condizioni ambientali e l’inquinamento ci espongono all’insorgere di allergie praticamente per tutta la vita e quindi nessuno stupore se si fa diagnosi di allergia stagionale anche in persone un po’ avanti con gli anni. Purtroppo in questi soggetti, al contrario dei giovani, è più difficile proporre un vaccino, di cui parlerò più avanti.

Cosa fare? Se si è al primo episodio è necessario recarsi dal proprio medico curante che provvederà a visitarvi ed escludere complicazioni come ad esempio l’asma.

Se invece l’allergia è una patologia che si sa di avere già, è necessario ricordarsi di non aspettare troppo. I sintomi di raffreddore e congiuntivite, infatti, è bene combatterli per tempo, altrimenti poi ci vogliono molti giorni per eliminarli.

I farmaci che si usano sono gli antistaminici da prendere come ho già detto dalla comparsa dei primissimi sintomi fino a Giugno. Nei casi più gravi si usano anche spray nasali e colliri, ma di solito un buon antistaminico è sufficiente a controllare il sintomo. Gli antistaminici vanno presi la mattina prima di uscire di casa. Quelli di ultima generazione di solito non danno sonnolenza, quindi la somministrazione mattutina garantisce la copertura per tutto il giorno. Se però si prova torpore o sonnolenza dopo una mezz’ora dall’assunzione, è bene spostarli alla sera, al momento di coricarsi, anche a stomaco vuoto, ma più tardi possibile.

E’ poi buona norma, se non lo si è già fatto, aspettare settembre, quando i sintomi dell’allergia sono scomparsi ed effettuare le prove allergologiche che ci diranno a quali pollini siamo allergici (queste prove non vanno fatte durante il periodo delle allergie perché spesso vengono falsate e, a volte sono anche pericolose perché possono scatenare un attacco di asma). Successivamente è bene consultare un allergologo ch ci dirà se è il caso di fare un vaccino che dovrà essere iniziato entro l’inverno.

I vaccini sono delle sostanze simili ai pollini a cui siamo allergici che vengono somministrati o per via sottocutanea o sotto la lingua i più nuovi. Servono ad “abituare” con dosi sempre crescenti l’organismo a quella sostanza affinché poi quando si entra a contatto con essa attraverso l’ambiente, l’organismo non scatenerà più una reazione allergica. Funzionano in una buona percentuale di casi, specie nei più giovani. Ma, purtroppo, non funzionano sempre… E allora, via con gli antistaminici!

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