L’importanza della mammografia

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Il più grande nemico delle donne? Il tumore al seno che ogni anno, in Italia, colpisce 41 mila donne, di cui oltre 11mila con esiti infausti. Ma la diagnosi precoce può fare moltissimo: oggi il 90% delle donne conserva il seno ed ha una qualità di vita del tutto simile a una donna sana. Lo testimoniano donne famose che hanno superato in modo brillante questa disgrazia: Olivia Newton John, Kylie Minongue, Anastacia, Marianne Faithfull, Carly Simon e le donne di tutto il mondo che adesso conducono una vita normale. Il problema però è sensibilizzare la popolazione a sottoporsi a una mammografia, l’esame principe che chiarisce ogni dubbio.
Controlli salva vita
Prevenzione è la parola magica, supportata anche dalle maison osmetiche che come ogni anno scendono in campo con tante iniziative di solidarietà per sensibilizzare tutte le donne. La prima è stata Estée Lauder che da 18 anni, promuove la Campagna del Nastro Rosa insieme alla Lega Italiana per la lotta contro i tumori (Lilt). Quest’anno la madrina è stata Federica Pellegrini, campionessa mondiale di nuoto in stile libero. Ma l’esame mammografico incontra ancora delle resistenze. Il governo vuole fissare la prima mammografia a 50 anni, mentre gli oncologi di tutto il mondo consigliano di farla a 40 anni: è il metodo più efficace per la diagnosi precoce del tumore al seno. La mammografia riesce da sola a vedere dopo i 50 anni quasi il 95% dei tumori.
Mammografia in 3D
Ora, per un’indagine più precisa, si usa la tomosintesi, la mammografia tridimensionale. La nuova metodica permette di studiare la mammella a strati e di conseguenza riesce a leggere anche i seni più densi, scoprendo quelle lesioni invisibili con le tecniche tradizionali.
Da un punto di vista metodologico questa macchina di ultima generazione offre una prestazione simile ad una mammografia digitale, ma è meno dolorosa perché la compressione necessaria è inferiore. Rispetto alla metodologia standard dell’esame 2D, lo studio 3D eseguito con tomosintesi permette un’analisi molto più accurata. La tomosintesi è presente in tre ospedali italiani: Roma, Genova e Torino ed ha costo di 120 euro.
Quando farla?
La frequenza dell’esame dipende dall’età e dalla presenza di eventuali fattori di rischio come la familiarità al tumore al seno.
Tra i 35 e i 40 anni la precisione diagnostica dell’esame è molto bassa ma potrebbe essere utile svolgere una prima mammografia di riferimento soprattutto in presenza dei fattori di rischio.
Tra i 40 ed i 49 anni la maggiore densità del seno si presta ad errate interpretazioni dei risultati mammografici. In questo periodo si consiglia la ripetizione dell’esame ogni due anni. In presenza di fattori di rischio è meglio eseguire una mammografia di controllo una volta all’anno. La maggior parte dei tumori mammari è infatti sensibile alla presenza di estrogeni che cala drasticamente dopo la menopausa.
Ma è soprattutto tra i 50 e i 70 anni che l’esame deve essere ripetuto una volta ogni 1-2 anni. Il nostro sistema sanitario propone un esame gratuito ogni due anni per le over 50 mandando una lettera a casa. Dopo i 70 anni si consiglia di aumentare ulteriormente la frequenza dell’esame, eseguendolo una volta ogni 12 mesi. In questa fascia di età l’incidenza del cancro alla mammella risulta maggiore. La diagnosi inoltre risulta meno affetta da errori per la minore consistenza del tessuto mammario che si presenta più ricco di tessuto adiposo che si legge facilmente con i raggi X.
Nessun rischio
L’esame mammografico non è ne rischioso ne troppo dispendioso in termini di tempo e denaro. Tuttavia un eccesso di controlli potrebbe mettere in serio pericolo la stabilità emotiva della donna provocando ansia e inutili preoccupazioni. Soprattutto in una donna giovane dove è più facile diagnosticare una forma tumorale in realtà benigna, con ripercussioni psicologiche molto gravi.

 

 

 

 

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