Primi – Tagliatelle al tartufo bianco

“Dolcipernsieri” oltre alla ricetta delle tagliatelle al tartufo bianco fornisce pratici consigli sul mantenimento del tartufo in frigorifero e sull’abbinamento dei vini

Tagliatelle al tartufo bianco

Ingredienti per sei persone:

Per le tagliatelle:

  • 500 grammi di farina 00
  • 4 uova
  • 1 cucchiaio di olio extravergine
  • sale
  • acqua tiepida

Per il condimento al tartufo bianco:

  • 1 tartufo bianco
  • 100 grammi di burro
  • grana grattugiato

PREPARAZIONE RICETTA TAGLIATELLE AL TARTUFO BIANCO

Per la pasta: unire alla farina le uova con un pizzico di sale e un cucchiaio di olio extravergine d’oliva, azionare il robot per impastare aggiungendo acqua tiepida fino a ottenere un impasto liscio ed elastico. Coprire con un canovaccio umido per trenta minuti, poi impastate nuovamente ma a mano e stendere con la macchina le foglie. Lasciatele riposare per circa un quarto d’ora e poi, sempre con la macchinetta, procedere a tagliare le tagliatelle. Stendetele su un canovaccio, infarinatele leggermente e lasciatele riposare almeno una mezz’oretta prima di farle cuocere in abbondante acqua salata con un goccino di olio per evitare che si attacchino in cottura.

Per il condimento: far fondere il burro a bagnomaria, scolare le tagliatelle e farle saltare con il burro. Impiattare e spolverare le tagliatelle con il tartufo fresco e chi desidera una cucchiaiata di grana grattugiato.

Un “Dolcepensiero″ piemontese: ieri sera abbiamo mangiato e brindato in pieno clima piemontese con un ottimo barbaresco, con un profumatissimo tartufo bianco d’Alba e un filetto di maiale con dell’ottima birra artigianale anch’essa piemontese. Fin dal settecento, il tartufo viene considerato uno dei più facoltosi prodotti della terra. In particolare il tartufo bianco di Alba e Asti (come quello che abbiamo gustato in questa cena), raccolto nei territori delle Langhe e del Monferrato, viene consideratato in assoluto il più pregiato e nel ‘900 questo tartufo bianco ha acquistato fama mondiale grazie a due facoltosi ristoratori.

Se il tartufo non viene consumato subito dopo l’acquisto, potete conservarlo al freddo del vostro frigo avvolto in un panno carta e racchiuso in un vasetto di vetro. Il panno carta è utile cambiarlo tutti i giorni fino al suo uso. Uso che in cucina può fare la differenza, perchè usato come abbinamento d’autore anche a pietanze cucinate nella semplicità più assoluta. Il tartufo è considerato uno dei prodotti del made in Italy, prezioso, a volte viene battuto alle aste a prezzi veramente proibitivi; in commercio ci sono paste aromatizzate con il tartufo come l’olio, il burro, polveri per aromatizzare i risotti e anche se ottimi sostituti al famoso “sassolino”, non sono appaganti quanto “grattare” il tartufo fresco sopra pasta, uova o carni… insomma l’atto di spolverare con petali sottili di tartufo è una mossa veramente appagante. Il Barbaresco 2005 delle cantine Pertinace che abbiamo bevuto durante questa cena, l’ho trovato buonissimo, al palato molto appagante: il vino barbaresco è un vino prodotto nella zone di Cuneo ed è un DOCG, dal colore granato, con un profumo caratteristico di note di pepe verde e mandorla amara, il suo sapore molto elegante, regala sentore di spezie. Il costo a bottiglia si aggira a euro 12.oo (al supermercato).

Testo ed immagini cortesia di Serena Crivelli, (www).dolci-pensieri.it

 

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