Fave: calorie, proprietà e valori nutrizionali

Le fave sono i legumi meno calorici: proteine, fibre, acqua e pochissimi grassi. Ma sono anche un alimento molto versatile in cucina. Vediamo le calorie, le proprietà e le controindicazioni delle fave.
fave_fresche
Tra i legumi le fave sono sicuramente le meno caloriche e come per lenticchie e fagioli, hanno acquisito un ruolo da protagoniste nel cibo dei poveri, a causa del basso costo e della facile reperibilità. Nel nostro paese, in particolare al sud, sono alla base di piatti invitanti e saporiti.
Ne esistono diverse varietà, di solito sono catalogate in base alle dimensioni del baccello. Alcuni baccelli possono raggiungere i mille grammi di peso o, come nel caso del favino, possono contenere anche 1000 semi. Di solito queste ultime sono utilizzate per il foraggio
animale.Proprietà e calorie delle fave
Dal punto di vista proteico, le fave sono qualitativamente superiori ai fagioli (la quantità è invece inferiore). Le fave contengono circa il 5% di proteine, il 5% di fibre, il 4,5% di carboidrati e pochissimi grassi (0,4%); il restante 84 % è costituito da acqua.
Le fave sono ricche di ferro, potassio, magnesio, rame, selenio e moltissime vitamine, soprattutto acido ascorbico. Per la ricchezza in ferro, il consumo di fave è utile per contrastare l’anemia.
Come per tutti i legumi, con la cottura, le fave perdono la maggior parte delle vitamine e dei sali minerali. Anche l’essiccazione altera la componente vitaminica e minerale.
Le foglie essiccate di fave sono sfruttate in erboristeria come rimedio naturale per stimolare la diuresi.

Le fave in cucina
Le fave possono essere consumate cotte o crude, e sono vendute sia secche, sia fresche.
Dopo aver tolto il tegumento che le avvolge, possono essere essiccate e conservate per tempi più lunghi rispetto a quelle fresche. Prive di tegumento, le fave secche, non richiedono tempi di ammollo preventivo, tipico dei fagioli o lenticchie secche, possono essere tuffate nell’acqua bollente direttamente, oppure cucinate al vapore.
Al contrario, le fave secche provviste di tegumento, necessitano di stare in ammollo per alcune ore prima di essere cotte.
Le fave fresche possono essere mangiate al naturale, assieme a formaggi e salumi. A Roma, in occasione del Primo Maggio, c’è ancora l’usanza di fare dei picnic consumando fave e pecorino, il tutto innaffiato da buon vino dei Castelli Romani.

In commercio sono molto vendute le fave in scatola e quelle surgelate, già pronte per l’uso e, naturalmente, molto più pratiche rispetto a quelle secche.

Le fave e le controindicazioni
In alcuni soggetti predisposti, le fave sono potenziali nemici del sistema immunitario: il loro consumo, soprattutto crude, può scatenare una reazione allergica che, nei casi più gravi, può portare al coma.
Evitare di consumare fave in concomitanza di farmaci inibitori delle monoaminossidasi (IMAO): la levodopa, contenuta nelle fave viene convertita in dopamina nell’organismo. L’associazione di fave con dopamina può provocare crisi ipotensive di varia entità, talvolta mortali.
Nei soggetti sensibili e predisposti, il consumo di fave (e di altre particolari sostanze, quali farmaci analgesici, salicilati, alcuni chemioterapici ecc.),
seppur minimo, scatena una cascata di reazioni nell’organismo che inevitabilmente conducono all’emolisi acuta con ittero.
Il favismo è una patologia ereditaria in cui il soggetto affetto registra la mancanza dell’enzima G6PD, implicato nella via biogenetica dei pentoso-fosfati.

Fave e morbo di Parkinson
La levodopa contenuta nella pianta di fave, ha fatto si che negli ultimi anni si sia diffusa la voce che il consumo frequente di questo legume, sia utile contro il morbo di Parkinson, combattuto infatti con farmaci a base di levodopa.
In realtà, non esistono, studi attendibili sull’effetto della levodopa contenuta nelle fave nel trattamento del Parkinson.
Ci sono dei risultati contrastanti: alcuni pazienti rispondono in modo positivo alla cura con le fave, altri invece hanno dei risultati ininfluenti. La scienza ufficiale non sa ancora dare una risposta. Si suppone comunque che i semi non contengano solamente levodopa, ma anche altre sostanze in grado di potenziarne l’effetto.
Ad ogni modo, in caso di morbo di Parkinson, è sempre indispensabile il parere del medico prima di intraprendere una dieta ricca in fave.

Ricette con le fave: Pasta con fave e pecorino , Pasta e fave (ricetta pugliese)

 

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