Lirica e pop: il miracolo Cecilia Bartoli

Ha venduto 10 milioni di dischi ed è riuscita nel miracolo di mettere d’accordo pubblico e critica. E’ pop ma è anche rispettata nel mondo della musica colta. Ecco chi è l’italianissima Cecilia Bartoli. Non una semplice cantante d’opera.

Cecilia Bartoli

Dieci milioni di dischi venduti, due classical Brit Awards, e ben 5 grammys. Non si parla di qualche superstar americana o inglese, ma di Ceciilia Bartoli, un’artista italiana pionera della musica classica.

La quarantottenne mezzosoprano italiana uscirà il 14 ottobre con il suo nuovo disco “St Petersburg” per l’etichetta discografica Decca, una delle più importanti nel panorama della musica classica del mondo. Ma attenzione: non si tratta di opere d’elite, ma al contrario si tratta di dischi che avvicinano il grande pubblico alla musica antica, spesso riscoprendo compositori sconosciuti.

La Bartoli ha imparato la tecnica dalla madre soprano e ha debuttato a soli 22 anni nell’opera di Rossini “La scala di seta” dopo essersi diplomata in canto lirico nel prestigioso Conservatorio di Santa Cecilia a Roma. La sua particolarità è quella di essere riuscita a trovare la giusta ricetta tra un percorso artistico di riscoperta di musiche spesso sconosciute anche tra gli addetti ai lavori, un grandissimo successo di pubblico e allo stesso tempo il rispetto e l’apprezzamento del severo mondo della critica.

Oltre all’accurata ricerca e studio di nuove musiche, la Bartoli porta avanti la sua professione di interprete, calcando i palcoscenici dei teatri più importanti al mondo. Cantante dalla forte personalità, la Bartoli è stata nominata direttrice del Festival di Pentecoste di Salisburgo, la città che diede i natali nientemeno che a Mozart.

Affiancando al suo lavoro sempre una intelligente campagna promozionale, Cecilia Bartoli, artista indiscussa dalla tecnica impeccabile, è riuscita quindi così a guadagnarsi un favore pressoché indiscusso mettendo d’accordo pubblico e critica, a differenza di molti colleghi che, in virtù di politiche più pop, vengono spesso massacrati, a ragione, dalla mannaia assassina della critica musicale.

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