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Massaggio al pancino del neonato contro la stitichezza. Come si fa

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Neonati e stitichezza: con un semplice massaggio possiamo aiutare il bebè ad evacuare senza difficoltà. Ecco come si fa.

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Il piccolo non fa la cacca? Capita. Uno dei crucci ricorrenti per le neomamme riguarda la frequenza e la qualità delle feci del bambino: molte mamme hanno il timore che il proprio neonato soffra di stitichezza e che, quindi, vada aiutato nell’evacuazione. Uno dei metodi meno invasivi ed efficaci per stimolarlo è la pratica di un massaggio al pancino per stimolare la cacca del neonato: si tratta di un semplice esercizio, dai risultati garantiti.

Come fare il massaggio contro la stitichezza

  • Il bambino deve essere spogliato e posto supino su un morbido pianale, come un letto o il fasciatoio, in un ambiente caldo e confortevole, magari con luci soffuse e un sottofondo musicale, per aiutare il rilassamento del piccolo.
  • La mamma, dopo essersi bagnata le dita con dell’olio per bambini per ridurre l’attrito della pelle, con delicatezza effettua un massaggio circolare in senso orario sulla pancia del piccolo, all’altezza della zona anale.
  • In un secondo momento, la mamma muoverà dolcemente le gambette del bambino seguendo il classico movimento della bicicletta, progressivamente portando le ginocchia al petto e poi distendendole.
  • L’esercizio intende rilassare lo sfintere, muscolo di cui il bambino non ha ancora pieno controllo, e aiutarlo nel rilascio delle feci; questa tecnica andrebbe ripetuta giornalmente, anche in via preventiva, per evitare che l’intestino impigrisca.
  • Il massaggio, oltre allo scopo di stimolare la defecazione, è anche un ottimo esercizio di benessere e salute, soprattutto nei primi mesi di vita, quando l’assenza di comunicazione verbale favorisce forme di comunicazione non verbale, su tutte il contatto fisico, per la proficua instaurazione di un rapporto affettivo fra mamma e bambino.

Stitichezza del neonato? Come capire se ci sono problemi

Prima di allarmarsi, sono due le cose da verificare: non solo la frequenza e la consistenza delle feci, ma anche la difficoltà che incontra il bambino nello scaricarsi. Infatti, oltre all’assenza di feci per almeno due o tre giorni, il neonato che soffre di stitichezza presenta pianto, sofferenza e grande sforzo nell’evacuazione per poi produrre feci secche o dure. In questi casi, quindi, ci sono varie soluzioni per aiutare il bambino a soffrire meno e ritrovare la regolarità intestinale.

Vedi anche: Cura del neonato: le prime settimane di vita, cosa fare e cosa non fare

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