Mamme: quello che c’è da sapere sui permessi Inps per l’allattamento

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I permessi giornalieri per l’allattamento sono dei riposi orari, un monte ore da poter gestire autonomamente per tornare a casa ed allattare il bambino
. È l’Inps ad occuparsi di questa indennità e la legge prevede che la mamma lavoratrice può assentarsi dal lavoro per i due mesi precedenti al parto e per i tre mesi successivi percependo ugualmente lo stipendio dovuto.

I riposi giornalieri della madre
La mamma, però, può anche prendersi dei piccoli congedi dopo il terzo mese di astensione dal lavoro e fino ad un anno di età del piccolo che vengono chiamati “riposi giornalieri della madre”. I riposi hanno una durata massima di un’ora ciascuno, devono essere retribuiti normalmente, come se fossero ore lavorative e consentono alla madre di uscire dall’azienda e di andare a casa.

Se il bambino è all’asilo
Nel caso in cui, invece, il bambino si trovi in un asilo nido messo a disposizione dall’azienda o ad essa convenzionata, i riposi giornalieri hanno una durata di 30 minuti.

Come si calcolano le ore
Nello specifico, una donna che lavora per 6 ore giornaliere o più avrà diritto a 2 ore di permesso al giorno mentre, per chi lavora per meno di 6 ore al giorno, il permesso è di una sola ora. Le lavoratrici autonome, invece, non hanno diritto all’ora di riposo giornaliero poiché si presuppone che esse possano gestire il proprio lavoro autonomamente e di conseguenza non hanno necessità di avere alcun tipo di indennità per allattamento.

Eccezioni da conoscere
Attenzione, però, ai piccoli cavilli legali: in una giornata di sciopero generale dal lavoro, ad esempio, non spettano alla lavoratrice né i riposi né l’indennità ad essi relativa. Inoltre, anche il padre lavoratore può avere diritto a dei permessi giornalieri per allattamento, ma questo solo nel caso in cui ci sia un affidamento esclusivo al padre del bambino, in caso di infermità o morte della mamma oppure nel caso in cui la mamma non rinunci ai riposi giornalieri per “concederli” di conseguenza al neopapà.

Vedi anche: Libere professioniste: come avere l’indennità di maternità?

 

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