Conti cointestati per coppie: pro e contro e come funzionano

Conti cointestati: convengono? Come funzionano? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questo tipo di conti? Vediamo una breve guida sui conti cointestati.

Conti cointestati
Photo/Contrasto

Sono molte le coppie che scelgono di aprire un conto corrente cointestato per gestire in modo più semplice ed economico i comuni risparmi. Per aprire un conto di questo tipo non è necessario essere sposati ma è sufficiente essere maggiorenni, mettersi d’accordo e recarsi in una banca per depositare le firme dei titolari. A quel punto si avrà un conto in comune che sarà possibile gestire secondo i limiti stabiliti. Nel caso del conto a firma congiunta, sarà necessaria l’approvazione di entrambi i titolari per ogni operazione. Nel caso del conto a firma disgiunta, si garantisce maggiore libertà, dato che è possibile operare (emettere assegni, effettuare bonifici, ecc.) senza l’approvazione dell’altro titolare. E’ possibile anche richiedere la cointestazione del mutuo presso la stessa banca.

PRO E CONTRO DEI CONTI COINTESTATI

I vantaggi principali dei conti cointestati sono due: praticità e risparmio. La praticità è rappresentata dal fatto che si semplificano i rapporti con la banca: con un solo conto è più semplice tenere sotto controllo i proprio risparmi, rispetto a due conti magari presso due banche diverse. Allo stesso tempo le spese si dimezzano: non si pagheranno più le spese di gestione per due conti, ma per uno solo. Questo vuol dire un solo bollo e un solo canone mensile. Ma allo stesso tempo si avrà diritto anche a due carte di credito e quindi anche una maggiore possibilità di prelievo.

Gli svantaggi possono essere legati soprattutto ai conti a firma congiunta. In questi casi infatti si dipende totalmente dall’altro titolare. Per ogni operazione – compresa la chiusura del conto – saranno necessarie tutte le firme. E’ possibile però scegliere una via di mezzo, decidendo che la firma congiunta sarà necessaria solo per alcune operazioni, oppure solo oltre certi importi. Ad esempio si può decidere che per i bonifici oltre i 10mila euro è necessaria l’approvazione di tutti i titolari, ma per quelli sotto questa cifra ogni titolare può operare come meglio crede.

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