Il congedo di maternità

Congedo_di_maternitPer congedo di maternità si intende il periodo in cui la madre lavoratrice ha diritto di astenersi dal lavoro durante il quale è previsto il pagamento di un’indennità sostitutiva della retribuzione.

Chi ne ha diritto:

Madri lavoratrici dipendenti: le madri lavoratrici dipendenti (anche le lavoratrici a domicilio, le colf, le badanti, le lavoratrici agricole) hanno l’obbligo di assentarsi dal lavoro nel periodo compreso tra i due mesi precedenti la data presunta del parto ed i tre mesi successivi la data effettiva del parto.

Se il parto dovesse avvenire prima della data presunta i tre mesi successivi partono a decorrere dalla data presunta e non dalla data effettiva del parto. Se il parto avviene dopo la data presunta i tre mesi decorrono dalla data effettiva del parto.

Madri lavoratrici iscritte alla Gestione separata: Le madri lavoratrici iscritte alla Gestione separata dell’Inps, che non siano titolari di pensione e non siano iscritte ad altre forme previdenziali e che versino, dal 1° gennaio 2009, l’aliquota del 25,72%, hanno diritto di assentarsi dal lavoro nel periodo compreso tra i due mesi precedenti la data presunte del parto e nei tre mesi successivi alla data effettiva del parto. L’effettiva astensione dal lavoro è il requisito fondamentale per poter usufruire dell’indennità.
Lavoratrici autonome: le madri lavoratrici autonome iscritte ad una delle gestioni previste per i lavoratori autonomi (coltivatrici dirette, colone, mezzadre, imprenditrici agricole, professionale, artigiane, commercianti) non hanno l’obbligo di astensione dal lavoro ed hanno diritto all’indennità di maternità per i due mesi precedenti la data effettiva del parto e per i tre mesi successivi alla data stessa.
Padre lavoratore dipendente: in casi particolari (decesso o grave malattia della madre, abbandono del figlio da parte della madre, affidamento esclusivo del bambino al padre), è previsto il congedo di maternità anche per il padre.
La retribuzione
L’indennità economica pagata dall’Inps alle lavoratrici dipendenti è pari all’80% della retribuzione media globale giornaliera percepita nell’ultimo mese di lavoro.
Alle lavoratrici iscritte alla Gestione separata è pagata un’indennità pari all’80% ad 1/365 del reddito da lavoro prodotto nei 12 mesi precedenti l’inizio del congedo di maternità.
Alle lavoratrici autonome spetta un’indennità pari all’80% della retribuzione convenzionale.
L’indennità viene corrisposta anche in caso di interruzione di gravidanza dopo il 180° giorno dall’inizio della gestazione.

ADOZIONI
La legge Finanziaria per il 2008 ha introdotto importanti novità: in caso di adozione o affidamento preadottivo, l’indennità di maternità spetta per cinque mesi, anziché tre, dall’ingresso del minore in Italia o in famiglia e senza limiti di età dello stesso. Le nuove regole si applicano per le adozioni nazionali e internazionali avvenute dal 1° gennaio 2008 in poi. Il congedo spetta al padre se la madre lavoratrice non ne usufruisce e, nel caso di adozione internazionale, si può richiedere anche per i periodi di permanenza all’estero.

La domanda di congedo di maternità:

  • Le lavoratrici dipendenti devono presentare la domanda sia agli uffici Inps di residenza (o domicilio abituale) sia al datore di lavoro, di regola prima dell’inizio del congedo;
  • Le lavoratrici iscritte alla Gestione separata devono presentare domanda agli uffici Inps di residenza (o domicilio abituale) e, ove esistente, al committente, di regola prima dell’inizio del congedo;
  • Le lavoratrici autonome (artigiane, commercianti, coltivatrici dirette, colone e mezzadre, imprenditrici agricole professionali) devono presentare la domanda, dopo il parto, solo all’ufficio Inps di residenza (o domicilio abituale).
La domanda può essere anche inviata per posta o presentata tramite i Patronati che, per legge, offrono assistenza gratuita. I moduli sono disponibili presso gli uffici Inps e sul sito dell’Istituto www.inps.it alla sezione “moduli”.
Alla domanda deve essere allegato in busta chiusa il certificato medico di gravidanza contenente la data presunta del parto e la documentazione indicata nel modulo di domanda.
9 marzo 2010
Fonte: Inps

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