“Non sussistono dubbi sull’autenticità del reperto” afferma Paolo Galluzzi, direttore del Museo di Storia e della Scienza di Firenze

Dito medio della mano destra di Galileo, ca. 1737 (teca) Firenze, Istituto e Museo di Storia della Scienza
La descrizione del macabro rituale è stata decritta in maniera dettagliata da Giovanni Targioni Tozzetti, grande storico delle scienze e competente naturalista dell’epoca, che quel giorno per primo estrasse dalla tasca un coltellino e si appropriò di alcune parti organiche dell’illustre scienziato. Al rito parteciparono anche il raffinato studioso di antichità Anton Francesco Gori, il marchese Vincenzio Capponi, provveditore dell’Accademia Fiorentina, e Antonio Cocchi, medico letterato protagnista dell’introduzione della massoneria in Toscana. Grazie alla miniziosa descrizione del Tonzetti sappiamo che allo scienziato furono asportate tre dita della mano destra, pollice, indice e medio, un dente e una vertebra. Alcune di queste reliquie sono state conservate gelosamente fino ai giorni nostri, in particolare il dito medio è al museo fiorentino di Storia della Scienza, la vertebra all’Università di Padova. Dal 1905 si era persa traccia del pollice, dell’indice e del dente, si ipotizzò quindi che i singolari reperti fossero andati definitivamente perduti.
Questa ipotesi, invece, si è dimostrata errata: il cimelio galileiano è riemerso recentemente ad un’asta, e battuto come un lotto del quale era ignota la precisa identità. Una teca di legno sovrastata dal busto di Galileo e al suo interno un’ ampolla di vetro, contenente due dita (pollice e indice) e un dente.
Grazie alla conoscenza e alla competenza di un noto collezionista presente all’asta che si è potuto identificare origine e conteuto del lotto.
Le reliquie di Galileo, verranno esposte al pubblico per la prima volta dalla primavera el 2010, in occasione della riapertura, dopo i lavoro di ristrutturazione dell’Istituto e Museo della Scienza di Firenze, che da quel momento assumerà il nome definitivo di Museo Galileo.
Foto: Dito di Galileo Galilei (nove.firenze.it)