Per ricostruire Parigi, quintali di spazzatura

Un cantiere faraonico messo in piedi nel giardino di casa per un lavoro durato 14 anni: tanto è servito per ricostruire, in miniatura, il centro di Parigi. Ripreso in video da tutte le tv del mondo, il “Petit-Paris” è oggi un visitatissimo sito d’attrazione turistica

25 ottobre 2009 – Basta poco per trasformare le città in cumuli di rifiuti. Gérard Brion, un ragazzo francese di 29 anni, ha esplorato il percorso inverso: con i rifiuti ha costruito una città in miniatura. Ha passato quattordici anni della sua vita a raccogliere barattoli vuoti, scatole di zuppa o cartoni di latte per ricostruire nel suo giardino palazzi, strade e monumenti di Parigi. Ha cominciato da Place de la Concorde, ma poco a poco ci ha preso gusto e ha aggiunto la torre Eiffel, l’arco di Trionfo, la Basilica del Sacro Cuore. Adesso il suo giardino di Vaïssac, nella Francia meridionale, è diventato un’attrazione turistica. All’inizio Gérard doveva ospitare almeno 800 visitatori al giorno, ma poi ha capito che non riusciva a gestirli più e ha fatto pagare il biglietto.

Gérard Brion Parigi

Gérard Brion (Francia), tra i tanti edifici riprodotti, anche simboli storici di Parigi come la Torre Eiffel e l’Arco di Trionfo

 

Ora il cosiddetto “Petit-Paris” richiama 15mila appassionati all’anno, che staccano biglietti per un valore di 40mila euro. Ma la storia della Parigi in miniatura non è certo conclusa: Brion vuole espandere la sua mini città da 200 ad almeno 850 metri quadrati, sacrificando altre aree del proprio giardino e acquistando qualche terreno confinante. Quando altri quartieri verranno costruiti e l’area verrà attrezzata meglio, i visitatori potranno essere almeno 50mila all’anno. E pensare che tutto era nato quasi per gioco: Gérard voleva far felice la nipotina, che si divertiva a cantare nella mini Place de la Concorde.

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